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I podcast: racconti
per grandi e piccini

I podcast: racconti <br />per grandi e piccini
È indispensabile accompagnare i più piccoli nell’ascolto dei podcast

I podcast: racconti
per grandi e piccini

È indispensabile accompagnare i più piccoli nell’ascolto dei podcast

I podcast sono storie da ascoltare, che si trovano in rete. Spesso sono delle serie e ce ne sono davvero per tutti i gusti, capaci di affascinare e incuriosire al tempo stesso l’ascoltatore. A differenza di video, blog e ebook, il podcast, che richiede “solo” l’ascolto, è un prodotto editoriale a sé, versatile da usare: mentre ci si prepara al mattino, seduti nel traffico o camminando per la strada, facendo il bucato o cucinando. Come mezzo di comunicazione, informazione e intrattenimento, i podcast sono dunque ideali per “genitori in movimento”. Ma non solo!

Cresce infatti tra le mamme e i papà l’apprezzamento per i podcast rivolti ai più giovani. Per alcuni genitori i podcast sono una sorta di antidoto contro la dipendenza dei figli da TV e videogame, come argomentato in un articolo apparso sul Financial Times. Per altri, invece, avvicinare le nuove generazioni all’ascolto di storie sonore non è una scelta strumentale, ma piuttosto una decisione ponderata nonché supportata da studi nelle campo delle neuroscienze. Similmente a quanto accade nel momento di lettura “più tradizionale” – ad esempio quando un genitore legge un libro ai figli – anche durante l’ascolto dei podcast il bambino arricchisce il proprio vocabolario e potenzia le diverse competenze linguistiche. L’ascolto del podcast inoltre richiede attenzione (non potendo i bambini ricorrere ad altri sensi, come la vista), attiva i processi di memoria e stimola l’immaginazione e la curiosità.

L’ascolto di storie sonore, tuttavia, non deve essere affrettato. Recenti ricerche hanno dimostrato che “le voci registrate” sono più difficili da seguire nel caso dei bambini molto piccoli, i quali elaborano meglio il linguaggio quando proviene da una persona che reagisce agli spunti che il bambino sta dando. Inoltre, vari pediatri mettono in guardia da un uso del podcast in giovane età che vada a discapito della lettura partecipata e ad alta voce. Come precisa la pedagogista Monica Castagnetti, sostenitrice del progetto “Nati per Leggere”, prima dei sei anni di età “la lettura ha senso in quanto esperienza condivisa di relazione, che non può essere mediata da un dispositivo” come il podcast, il quale è pensato proprio per offrire un ascolto piuttosto individuale.

L’offerta di podtcast rivolti ai giovani è comunque in espansione. Il fenomeno è particolarmente diffuso negli Stati Uniti – dove tra gli americani dai 12 anni in su, il 44% ha detto di aver ascoltato un podcast nel 2019, rispetto al 40% dell’anno precedente – ma va diffondendosi anche in altri Paesi. E i servizi di streaming come Apple Podcast, Google Play, Stitcher e Spreaker hanno iniziato a proporre offerte di ascolto non solo in inglese ma anche in lingua italiana! Un esempio è “Fiabe in carrozza” di Filippo Carrozzo, premiato con l’Anello d’oro al “Festival Internazionale del Doppiaggio” nel 2019 per la capacità di risvegliare il proprio micro-mondo emozionale, riscoprire sensazioni intime e tornare bambini ritrovando “lo stupore”.

Sempre in italiano, durante le scorse settimane di pandemia, sono stati lanciati vari podcast per bambini sul coronavirus, per esempio “L’influenza della pazienza” di Elisa Del Bellino, per aiutare i bambini a elaborare l’ansia generata dal virus e la lontananza dagli amici; “Filastrocca della mascherina” di Alberto Pellai, per spiegare ai più piccoli il significato della mascherina, dispositivo di protezione dalla COVID-19; e “C’era una volta e c’è ancora”, una serie di favole dedicate ai bambini di 6-8 anni, narrate dalla voce della scrittrice Melissa Panarello e realizzate con StorieLibere.fm.

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