A tavola

Il potere del cibo
di farci sentire uniti

Il potere del cibo <br />di farci sentire uniti
Mangiare insieme è un momento fondamentale per rafforzare i legami all’interno della famiglia, creando un clima di condivisione

Il potere del cibo
di farci sentire uniti

Mangiare insieme è un momento fondamentale per rafforzare i legami all’interno della famiglia, creando un clima di condivisione

Il potere del cibo <br />di farci sentire uniti
Cucinare insieme riunisce la famiglia

Il potere del cibo
di farci sentire uniti

Cucinare insieme riunisce la famiglia

Chi condivide il lockdown per il coronavirus con i propri familiari sa quanto l’alimentazione sia non solo un momento per riempire la pancia, ma anche metaforicamente un nutrimento per lo spirito. Certo, così scrivendo si incorre in obiezioni di varia natura: che i pasti si susseguono monotoni, che il cuoco di casa ha esaurito da un pezzo la fantasia culinaria; o che la pausa pranzo in ufficio porta a mangiare di meno e a essere, dunque, più in forma.

Fatto sta che in una giornata spesa tra le mura domestiche, per buona parte trascorsa con gli occhi incollati allo schermo del computer e circondati da notizie spesso non confortanti, riunirsi a tavola rincuora. Tra qualche settimana, ripensando al drammatico periodo storico segnato dal coronavirus, la nota meno stonata sarà tornare con la mente al tempo prezioso trascorso con coniugi, genitori, figli e fratelli; tempo che normalmente ci si ritaglia a fatica tra lavoro e impegni. Tempo insieme che, infine, si passa per lo più facendo una cosa: nutrendosi.

Ancora di più il cibo è diventato protagonista delle nostre giornate, stimolandoci ad essere più reattivi, empatici e desiderosi di condividere. Infatti, una delle azioni consentite in questi giorni rimane proprio l’andare a fare la spesa: non proprio un piacere, a causa delle mille precauzioni, ma quantomeno un motivo per non arrendersi e per percepire un po’ di normalità in una situazione che è tutto meno che normale.

Mettersi ai fornelli, senza possibilità di scampo in ristoranti o bar, tira fuori il lato creativo di ciascuno di noi, ingegnandosi così a non ripetere le stesse ricette. Inoltre, il cibo ci insegna a mettersi nei panni degli altri: quelli che, con la paura di rimanere a bocca asciutta, eccedono nell’acquisto di beni primari e quelli per cui assaporare un pasto è un lusso, perché a tirare la cinghia si inizia dalla tavola. Pensando a questi casi opposti ci sentiamo parte di un’umanità spesso intimorita e disorientata, ma comune, e capiamo che bisogna prendersi cura di ciascuno. Il senso di condivisione che il cibo suscita, poi, è una storia di lunga data. Il suo potere di consolare e di coccolare sembra sprigionarsi ancora di più nei momenti di difficoltà: così è stato durante le guerre, quando un tozzo di pane era un dono, così è anche oggi, quando il sapore del cibo è un po’ diverso, anche solo perché lo si è cucinato insieme ai propri figli piccoli.

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