La proposta

Il tondo Tremorgio
che pare «uno zaffiro»

Il tondo Tremorgio <br />che pare «uno zaffiro»
Il Lago Tremorgio dal sentiero che sale al Campolungo. ©Ely Riva

Il tondo Tremorgio
che pare «uno zaffiro»

Il Lago Tremorgio dal sentiero che sale al Campolungo. ©Ely Riva

Il tondo Tremorgio <br />che pare «uno zaffiro»
Il Lago Tremorgio dal sentiero che sale al Campolungo. ©Ely Riva

Il tondo Tremorgio
che pare «uno zaffiro»

Il Lago Tremorgio dal sentiero che sale al Campolungo. ©Ely Riva

Il tondo Tremorgio <br />che pare «uno zaffiro»
Alpeggio al lago Tremorgio. ©Ely Riva

Il tondo Tremorgio
che pare «uno zaffiro»

Alpeggio al lago Tremorgio. ©Ely Riva

Il tondo Tremorgio <br />che pare «uno zaffiro»
L’elegante Primula di Haller. ©Ely Riva

Il tondo Tremorgio
che pare «uno zaffiro»

L’elegante Primula di Haller. ©Ely Riva

Il tondo Tremorgio <br />che pare «uno zaffiro»
Azzurrite-gocce di cielo in Terra. ©Ely Riva

Il tondo Tremorgio
che pare «uno zaffiro»

Azzurrite-gocce di cielo in Terra. ©Ely Riva

Il Lago Tremorgio (1849 m) è raggiungibile da Rodi-Fiesso (952 m) con la funivia che impiega circa 5-6 minuti per superare un dislivello di 900 metri. A piedi, seguendo un sentiero alpino, ci si impiega quasi tre ore!
Il bel lago tondeggiante di un colore azzurro come l’inchiostro è una «perla di lago alpino, che pare uno zaffiro incastonato tra una severa corona di monti». (Carlo Taddei)
Per la sua forma a imbuto si era anche supposto fosse stato originato da un meteorite precipitato in epoca preistorica. Invece dal punto di vista geologico il Lago Tremorgio si trova in una zona di sovrascorrimento e le fessure e le faglie che si sono sviluppate hanno originato il bacino rotondo del Tremorgio. I ghiacciai hanno poi modellato ulteriormente il paesaggio.

Appena sopra il lago, lungo il sentiero segnalato (adatto a tutti gli escursionisti) che sale all’Alpe Campolungo (2.086 m), in luglio e agosto vi è la fioritura di uno dei più bei fiori delle Alpi: l’Aquilegia alpina nota anche come Fior nascosto, Amor perfetto, Amore bello... Per i botanici il nome deriva dallo sperone ricurvo del fiore che assomiglia molto al becco o agli artigli dell’aquila!

Sempre seguendo il sentiero segnalato e adatto a tutti gli escursionisti si arriva all’Alpe Campolungo, una grande e meravigliosa conca molto adatta all’alpeggio in quanto ricchissima di flora alpina e foraggera, grazie anche al substrato calcareo.
Ed è qui che sopravvive la «Farfallina del Campolungo» (Erebia flavofasciata) una vera rarità del nostro territorio e del mondo. È di colore brunastro, molto simile a tante farfalline di montagna, ma con una particolarità molto vistosa, una fascia giallo arancione sul rovescio delle ali posteriori. La popolazione di questo meraviglioso insetto fu quasi completamente distrutta dai collezionisti. Da alcuni anni, non più cacciata dagli entomologi appassionati di farfalle, ha ripreso a moltiplicarsi, sempre restando legata al suo prezioso ambiente: l’Alpe Campolungo e il Passo Campolungo dove ci sono piante rarissime come l’Androsace vitaliana, l’elegante Primula di Haller (Primula halleri) e il robusto Senecione mezzano (Senecio doronicum), e l’esile Festuca dei montoni (Festuca ovina)... sulla quale la Erebia flavofasciata depone le uova e su cui vivono le sue larve.

Dalla conca dell’Alpe Campolungo un sentiero segnalato conduce verso il Passo Campolungo (2.318 m) attraverso uno degli ambienti geologici tra i più suggestivi e curiosi del Ticino: gli strati di dolomia saccaroide che erosi dal vento, dall’acqua e dal tempo hanno creato un ambiente fiabesco di un biancore accecante, scherzi di natura con forme inimmaginabili che suggeriscono animali fantastici, strani mostri, obelischi, pinnacoli, oggetti... e che a seconda delle ombre create dal sole possono assumere anche l’aspetto di figure diaboliche.

Il Ticino è uno scrigno di rarità geologiche conosciute in tutto il mondo come i cristalli contenuti nella dolomia saccaroide porosa e friabile del Passo Campolungo: quarzo con rutilo, tremolite raggiata, corindone, tormalina, staurolite, cianite, azzurrite, malachite... (la ricerca e la raccolta di rocce, minerali, cristalli e fossili sono lecite solo con permesso del Museo Cantonale di Staria Naturale).

Dall’Alpe Campolungo (2.086 m) invece di salire al Passo Camplungo si può scegliere di salire in un’altra regione indimenticabile e unica: al Lago Campolungo e ai piedi di una delle montagne tra le più amate dei ticinesi: il Piz Prevat! E qui è la natura che dà spettacolo!
Nel 2016 è stato inaugurato un sentiero geoturistico con due percorsi, uno pianeggiante che costeggia il Lago Tremorgio (poco meno di tre chilometri) e l’altro più impegnativo che sale fino all’Alpe Campolungo e alla Capanna Leìt. Diversi pannelli informativi che si trovano lungo il sentiero offrono informazioni interessanti su geologia, idrologia, mineralogia, flora e fauna della regione.

Dal Passo Campolungo verso l’Alpe. ©Ely Riva
Dal Passo Campolungo verso l’Alpe. ©Ely Riva
Gli itinerari

Da Rodi una funivia permette di superare un balzo di 900 in pochi minuti fino al Lago Tremorgio (1.848 m).
Si continua seguendo il sentiero rimesso in sesto in questi ultimi anni che sale verso sud all’Alpe Campolungo (2.086 m).

Dall’Alpe un sentiero segnalato che sale verso sud ovest conduce al Passo Campolungo (2.318 m)

Dal Lago Tremorgio al Passo Campolungo sono quasi 6 chilometri con 450 m di dislivello: circa 2h e 30

Spettacolo puro—il lago il passo Campolungo con il Prevat. ©Ely Riva
Spettacolo puro—il lago il passo Campolungo con il Prevat. ©Ely Riva
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