Calligrafia

Individuare la disgrafia
e correggerla in tempo

Individuare la disgrafia <br />e correggerla in tempo
I bambini che scrivono con particolare difficoltà presentano spesso questo disturbo. Risolverlo fortunatamente è possibile

Individuare la disgrafia
e correggerla in tempo

I bambini che scrivono con particolare difficoltà presentano spesso questo disturbo. Risolverlo fortunatamente è possibile

Individuare la disgrafia <br />e correggerla in tempo
La disgrafia può essere individuata con sicurezza solo al termine della seconda elementare

Individuare la disgrafia
e correggerla in tempo

La disgrafia può essere individuata con sicurezza solo al termine della seconda elementare

Non sempre una cattiva calligrafia da parte dei più piccoli, associata a quaderni caotici e disordinati, è sinonimo di scarso impegno o cura. Quando la scrittura in corsivo risulta particolarmente difficile, nonostante gli sforzi, potrebbe trattarsi di disgrafia. Questo disturbo, come sottolinea il portale Uppa (Un pediatra per amico), può avere a che fare con la coordinazione mano-occhio dei più piccoli, così come la difficoltà a concentrare i propri sforzi unicamente nelle mani. Fortunatamente si tratta di una problematica risolvibile. Ecco quindi come individuarla e correggerla, facilitando immensamente l’apprendimento da parte dei bambini.

Nonostante ai più venga naturale, scrivere non è affatto un’attività scontata per il nostro corpo. Implica, infatti, l’apprendimento di specifici micro-movimenti per costruire i grafemi di lettere e numeri. Necessita di una buona dose di conoscenza e padronanza degli strumenti, come penne e matite, e dei supporti, come lo spazio vuoto del foglio. Nella scrittura, inoltre, è coinvolto tutto il corpo, con la parte inferiore e superiore dell’organismo che devono mantenere una postura specifica e muovere gli arti in un determinato modo.

Per i bambini disgrafici tutto ciò si rivela ancora più difficile. Non vanno scambiati per soggetti poco inclini alla scrittura a mano, perché le cause del loro problema sono spesso specifiche. Si tratta di un disturbo dell’apprendimento, talvolta associato anche al Deficit da Attenzione e Iperattività.

Di norma può essere individuato con sicurezza solo al termine della seconda elementare, quando la scrittura in corsivo viene già padroneggiata. Ancor prima, però, è possibile cogliere campanelli d’allarme come l’incapacità a stare fermi per periodi prolungati, che porta i piccoli a muoversi anche senza uno scopo preciso. Avranno inoltre difficoltà ad aprire e chiudere barattoli, oppure ad avvitarne e svitarne il tappo.

Una volta appresa la scrittura si possono svolgere anche dei test, come il BHK (Scala sintetica per la valutazione della scrittura in età evolutiva) e il DGM-P (il test per la valutazione delle difficoltà grafo-motorie e posturali della scrittura). Le prove valutano fluidità e velocità di scrittura, ma anche la costruzione dei grafemi e la dimensione delle lettere.

I trattamenti per combattere il disturbo necessitano di figure professionali che aiutino i ragazzi attraverso varie tecniche, iniziando dalla pittografia con il pennello fino a recuperare anche la scrittura. Altro accessorio utile è il quaderno per la disgrafia, a righe o a quadretti evidenziati, per correggere i disturbi visuali e percettivi. Gli esperti, infine, tendono a consigliare ai ragazzi esercizi con la palla, per allenare gli arti superiori, ma anche prove di intensità e forza con un bastoncino su una tavoletta di pongo: passaggi intermedi prima di avvicinarsi nuovamente a carta e penna.

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