Il consiglio

L’Oms vieta gli schermi
al di sotto dei due anni

L’Oms vieta gli schermi <br />al di sotto dei due anni
Oltre ad evitare la sovraesposizione alla tecnologia, i piccoli devono anche dormire tra le 14 e le 17 ore al giorno

L’Oms vieta gli schermi
al di sotto dei due anni

Oltre ad evitare la sovraesposizione alla tecnologia, i piccoli devono anche dormire tra le 14 e le 17 ore al giorno

Schermi e bambini piccoli non vanno d’accordo. La conferma arriva dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che ha dato disposizioni chiare e dettagliate in materia. Tra i nemici più subdoli dei piccoli c’è lo “screen time”, ovvero il tempo trascorso davanti a computer, tablet, cellulari o televisione.

Secondo l’organizzazione, sotto i due anni dovrebbe essere pari a zero. Le linee guide che l’Oms ha dedicato alla salute dei minori sono piuttosto rigorose. Oltre ad evitare la sovraesposizione alla tecnologia, i piccoli devono dormire tra le 14 e le 17 ore al giorno, muoversi per almeno 30 minuti e stare il meno possibile costretti in passeggini o nei seggiolini dell’auto. È la prima volta che l’ente si esprime in modo così netto sull’argomento. È il segnale che disciplinare il rapporto con i nuovi strumenti elettronici è un obiettivo importante, da raggiungere al più presto. A destare preoccupazione non sono sole le conseguenze immediate sul benessere psico-fisico dei piccoli ma anche gli effetti nel lungo periodo.

I primi anni di età sono fondamentali per lo sviluppo e danno una sorta di imprinting, un’impronta alla crescita dei bambini. Alcune cattive abitudini imparate da giovanissimi possono trasformarsi in pesanti fardelli nel corso del tempo. Per questo motivo l’Oms pensa che vietare (o limitare) l’uso di apparecchi elettronici contribuisca a combattere le conseguenze di uno stile di vita troppo sedentario. Ma fare della tecnologia il male assoluto è un errore. Tutto sta nell’uso che se ne fa.

C’è una bella differenza tra l’esposizione a un programma interattivo, magari in presenza di un genitore che partecipa, e la fruizione in solitudine di contenuti per nulla stimolanti o addirittura diseducativi. Insomma, le indicazioni dell’Oms vanno applicate con buon senso, distinguendo tra il parcheggiare i piccoli davanti alla televisione e utilizzare strumenti che ne stimolino lo sviluppo. Per i genitori tutto sta nell’avere un buon senso critico e porsi le domande giuste seguendo le indicazioni degli specialisti.

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