Dipendenze

La dipendenza
da videogiochi

La dipendenza <br />da videogiochi
La dipendenza da videogiochi fa ormai parte a tutti gli effetti del novero delle dipendenze di cui si occupa la sanità privata e pubblica.

La dipendenza
da videogiochi

La dipendenza da videogiochi fa ormai parte a tutti gli effetti del novero delle dipendenze di cui si occupa la sanità privata e pubblica.

Sono molti i genitori che si preoccupano per l’abitudine dei propri figli di trascorrere ore e ore di fronte ai videogiochi e che vengono presi dallo sconforto e dalla sensazione di non riuscire a proteggere i propri figli. Anche nel nostro Cantone? Qui i numeri non sono significativi ai fini di determinare un’eventuale emergenza e, precisa Luciano Belli, psicologo e consulente presso Ingrado – Servizi per le dipendenze, occorrerebbe un’indagine tra insegnanti, educatori, medici di famiglia e pediatri, servizi psicosociali, medico-psicologici ed altre reti più o meno private, senza dimenticare i genitori stessi, per avere un quadro completo della situazione. Essa appare comunque preoccupante. «Possiamo sicuramente rilevare una crescita esponenziale delle richieste da quando ci siamo aperti anche a queste situazioni» - spiega Luciano Belli - “e questo malgrado il fatto che la nostra consulenza si rivolge esclusivamente ad una casistica che va dall’adolescente all’adulto: i pre-adolescenti o meglio i loro genitori, perché sono sempre loro a chiedere aiuto, vengono orientati ed eventualmente accompagnati verso i servizi che si occupano di minori, i quali dispongono di protocolli e figure professionali adatte al lavoro con questa fascia di età”.
Ma come dovrebbero comportarsi i genitori, di fronte ai figli adolescenti che passano troppo tempo davanti a uno schermo? La cosa da non fare, chiarisce Nicolas Bonvin, psicologo presso il Servizio psico-sociale di Locarno e specialista per i problemi di dipendenza, è demonizzare i videogiochi: «Il loro uso, negli adolescenti, non è nocivo. Esso può anzi favorire una serie di abilità linguistiche, logiche e cognitive, come il problem solving (risoluzione dei problemi), molto utili per la realtà concreta». Bisogna però essere consapevoli che il videogioco, da semplice passione o piacevole passatempo, può trasformarsi in una vera dipendenza, perché «la realtà virtuale offre ai giovani un mondo fatto di continue gratificazioni immediate, che non trovano nella vita reale. Più giochiamo, più diventiamo bravi e più riceviamo ricompense veloci, ad esempio passiamo di livello e accumuliamo punti subito, senza dover aspettare e senza, quindi, provare quei sentimenti di frustrazione, che fanno parte della vita di tutti i giorni» – continua Nicolas Bonvin. «Il ruolo dei genitori per prevenire la dipendenza da videogiochi è fondamentale. Anzitutto, come già ricordato, mamme e papà dovrebbero promuovere e stimolare l’utilizzo di programma didattici e educativi, introducendo anche regole chiare da rispettare nell’utilizzo dei videogiochi, come limiti di tempo e divieti per programmi violenti. Inoltre, è molto importante che i genitori si informino sui giochi apprezzati dai figli e mostrino interesse, ad esempio, giocando insieme e scegliendo con i ragazzi il videogioco».

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