I rischi

La famiglia di origine
«mina» la neo coppia

La famiglia di origine<br />«mina» la neo coppia
Bisogna sapere mettere un freno al comportamento di una mamma che entra in casa della coppia senza preavviso o si presenta a suo piacimento ogni volta che vuole

La famiglia di origine
«mina» la neo coppia

Bisogna sapere mettere un freno al comportamento di una mamma che entra in casa della coppia senza preavviso o si presenta a suo piacimento ogni volta che vuole

Partiti o luoghi di lavoro, squadre di calcio o associazioni di volontariato: il senso di appartenenza crea interconnessioni profonde e contribuisce a strutturare la nostra personalità. Lo stesso meccanismo agisce anche nelle relazioni più intime. Quando due partner decidono di convolare a nozze o di andare a convivere, inizia il processo di costruzione di una nuova identità: il noi di coppia. È un cammino lungo, che aiuta a passare dal “mio” e “tuo” al “nostro”. Storia e carattere dei singoli si incontrano, entrano in dialogo e si fondono, fino a diventare una nuova realtà. I partner iniziano a sentirsi parte di un di più che li supera e li precede. Adesso è la neonata famiglia a gestire, insieme, le relazioni. Se prima era il partner a rapportarsi singolarmente con la famiglia d’origine o con gli amici, adesso ci si ritrova in due.

In questa fase così delicata, è fondamentale imparare a proteggere il noi di coppia che si va formando. Sono infatti tante le ingerenze esterne che possono minare il nuovo senso d’appartenenza. Spesso le relazioni più insidiose sono quelle più intime, come quelle con mamma e papà. Non tutti i genitori riescono a sintonizzarsi rapidamente con il ruolo di suoceri. Alcuni fanno fatica ad accettare di non essere più i punti di riferimento emotivi per i figli. Per paura di essere dimenticati, rischiano di diventare invadenti e superare limiti invalicabili. Dare alla coppia consigli non richiesti, offrire proposte di aiuto in ogni circostanza o tentare di influenzare le decisioni della coppia dall’esterno sono tutti sintomi di un malessere profondo.

Di fronte a questa situazione, la famiglia d’origine deve imparare a fare un passo indietro. Mamma e papà hanno il compito di preparare i figli alla vita adulta e questo significa lasciare loro uno spazio di crescita. L’approvazione da parte dei suoceri del genero o della nuora è, poi, importantissima e dona alla nuova famiglia consapevolezza di sé. Libera la coppia dalla paura del giudizio, innescando un circolo virtuoso. Se i partner sanno di essere ben voluti, non dovranno più spendere energie per compiacere qualcuno. Costruire un nuovo senso d’appartenenza richiede un ruolo attivo anche da parte della coppia. Soprattutto all’inizio, fissare paletti e confini è imprescindibile. C’è uno spazio sacro all’interno della coppia, che dev’essere coltivato, rimanere autonomo e sottrarsi a qualsiasi tentativo di manipolazione esterna. C’è qualcosa che non va se, quando si ha un problema, il genitore è il primo a esserne informato o ne sa di più rispetto al partner.

Bisogna sapere mettere un freno al comportamento di una mamma che entra in casa della coppia senza preavviso o si presenta a suo piacimento ogni volta che vuole. Ridefinire questi legami significa staccare il cordone ombelicale e iniziare a diventare adulti. Ma costruire un noi solido, con un forte senso d’appartenenza, non significa rinunciare alle relazioni con la famiglia d’origine. Vuol dire, invece, ridisegnarle per renderle ancora più mature, feconde e salutari.

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