Contro gli stereotipi

La matematica
è per tutti!

La matematica <br />è per tutti!
Il gioco è un momento cruciale per stimolare l’interesse verso la matematica

La matematica
è per tutti!

Il gioco è un momento cruciale per stimolare l’interesse verso la matematica

Matematica per i maschi, italiano per le femmine.
È questo lo stereotipo che fino agli anni ’90 ha fortemente influenzato le scelte di intere generazione nel percorso di studi. Oggi, anche se di fatto le bambine hanno mostrato di non avere capacità matematiche inferiori rispetto ai coetanei maschi, essere brave nei calcoli non basta per sviluppare interesse o atteggiamenti positivi verso la materia.
Non è neppure sufficiente per intraprendere un percorso di studi e di carriera in ambito scientifico, come mostrano i dati delle iscrizioni al mondo accademico.

In questo processo, che vede lo stereotipo di aree di interesse legate a un genere più che all’altro, i genitori svolgono un ruolo fondamentale.
Carlo Tomasetto, ricercatore in Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione dell’Università di Bologna, ha recentemente ricordato che una precoce differenziazione di genere si manifesta già durante le conversazioni con i figli: l’uso dei numerali è meno presente nelle interazioni con figlie femmine rispetto a quelle con figli maschi.
Così, quando affrontano la loro prima lezione di matematica tra i banchi scolastici, i bambini possiedono competenze matematiche talvolta più strutturate rispetto alle bambine. Si tratta di competenze (conoscenza dei numeri, seriazione, corrispondenza numero/quantità, abilità di calcolo) che sono state acquisite durante “le normali interazioni” con i genitori ma che non sono innate solo nei maschietti.

Vari studi, infatti, hanno dimostrato che quanto più i genitori di bambini o bambine tra i 14 e i 30 mesi utilizzano i numeri cardinali e contano oggetti nel corso delle loro conversazioni, tanto maggiori sono le competenze numeriche precoci dei bambini o bambine a 4 anni di età. Eppure, come scrive Tomasetto, “se un bambino ottiene un buon voto in matematica, l’evento viene attribuito alla sua bravura (è portato per natura!), ma se ottiene un insuccesso, questo è imputato alla carenza di impegno. Viceversa, se il bel voto è ottenuto da una bambina è più probabile che venga attribuito al suo impegno (studia sempre tanto!), e l’insuccesso sia invece scusato per la mancanza di capacità.”

Un momento chiave, durante il quale i genitori possono trasmettere – implicitamente – ai figli e alle figlie l’interesse per la matematica e stimolare l’abilità di riconoscere le quantità fin dai primi anni di vita, è il gioco. Tuttavia, l’analisi dei trend dei consumi familiari rivela che mamme e papà sono inclini ad acquistare auto da corsa e pistole di plastica per i loro figli ma bambole e set da tè per le bambine. Non è tutta colpa dei genitori, i quali spesso rispondono alle preferenze che i figli esprimono, influenzati anche dal mercato.

Una ricerca americana di inizi anni Duemila, ad esempio, ha evidenziato lo squilibrio di genere nel caso delle proposte di “attività legate ai numeri” tra gli scaffali dei negozi di articoli per l’infanzia. La suddivisione dei giochi è generalmente per sesso e i giochi di tipo scientifico si trovano quasi sempre nel reparto per i bambini. Questi studi sono un invito a mamme e papà affinché siano consapevoli di come le credenze e i comportamenti genitoriali nelle routine quotidiane influenzino competenze e atteggiamenti dei figli e delle figlie, favorendo, o limitando, lo sviluppo delle potenzialità matematiche fin dall’infanzia.

Ad aiutare i genitori a combattere la riproduzione degli stereotipi sui “diversi talenti” di bambini e bambine, il sito parents.com, ad esempio, ha proposto una lista di App che si possono scaricare per potenziare o suscitare l’amore per la matematica. Anche Quid+, linea editoriale a marchio Gribaudo dedicata all’età prescolare, ha da poco lanciato “La mente matematica”, inedita rivisitazione dei metodi di Glenn Doman e Makoto Shichida che permette di sviluppare il concetto di quantità in modo divertente, visivo e intuitivo. E soprattutto, lo fa attraverso un gioco che coinvolge tutta la famiglia.

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