Sindrome da burnout

La scuola è fonte di ansia per i giovani

La scuola è fonte di ansia per i giovani

La scuola è fonte di ansia per i giovani

In Svizzera, un giovane su tre soffre di sintomi propri della sindrome da burnout. I dati sono forniti dall’Organizzazione mondiale della sanità: sempre più studenti sono colpiti da ansia, insonnia, mal di pancia o di testa, stanchezza e, in casi estremi, depressione. Il fenomeno preoccupa anche l’associazione Pro Juventute, che ha già attivato un numero di aiuto anonimo (147) e creato un sito espressamente dedicato allo stress (stress.projuventute.ch).

Dall’ultimo studio condotto qualche anno fa da Dipendenze Svizzera, la scuola risulta essere crescente fonte di preoccupazioni per i ragazzi. Recentemente, anche Stanislas Dehaene, neuro-scienziato francese, ha sottolineato che, se a scuola si continua a commettere l’errore di credere che il cervello dell’allievo sia una scatola vuota da riempire di nozioni, tralasciando l’aspetto del coinvolgimento, si crea stress nei ragazzi, con un conseguente rallentamento dell’apprendimento. Nel suo libro, «Imparare», Dehaene propone dei consigli per stimolare gli studenti, tra i banchi scolastici, senza stress. Alcuni spunti sono ancora attuali ai tempi del Coronavirus: dall’utilizzo – magari con l’aiuto di mamma e papà - di giochi e immagini per capire la relazione fra numeri e spazio, all’insegnamento della lettura attraverso la sillabazione; da tavolette “magiche” per imparare la geometria, a storie multisensoriali con interfacce tangibili per esplorazioni tattili, gustative, e olfattive. C’è poi una relazione positiva tra sonno, concentrazione e apprendimento. «I bambini dovrebbero fare il sonnellino» al pomeriggio, afferma Dehaene, perché dormire serve sia a ristorare il cervello e riportarlo in equilibrio, sia a imparare, ripercorrendo le esperienze del giorno centinaia di volte, fissandole nella memoria. Anche Alberto Ferrando, pediatra italiano, ha dedicato, di recente, un libro al sonno e alla sua funzione per un bilanciato sviluppo cognitivo ed emotivo dei bambini («Il libro della nanna»).

Il gioco libero all’aria aperta si rivela un altro alleato contro lo stress. Infatti, secondo i dati preliminari di uno studio in corso e condotto dall’università Statale di Milano, fare ricreazione in un giardino, piuttosto che in un cortile con pavimento di cemento - e senza avere paura di sporcarsi - è utile a rigenerare l’attenzione diretta di uno scolaro dopo l’affaticamento cognitivo dovuto a un compito in classe o un’interrogazione.

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