Rubrica21

La scuola è sempre
un’avventura

La scuola è sempre <br />un’avventura
Una società aperta, che superi gli stereotipi e che permetta a tutti di esprimere il proprio potenziale si costruisce anche e soprattutto a Scuola. (©Avventuno)

La scuola è sempre
un’avventura

Una società aperta, che superi gli stereotipi e che permetta a tutti di esprimere il proprio potenziale si costruisce anche e soprattutto a Scuola. (©Avventuno)

Insieme al profumo dei quaderni nuovi, alla bellezza delle scatole con le matite colorate in fila perfetta e alle pantofole nuove pronte nei sacchetti della ginnastica, il ritorno sui banchi di scuola porta con sé una moltitudine di emozioni per adulti e bambini. Le intere giornate insieme, la condivisione di spazi e attività, le piccole e grandi sfide dell’apprendimento saranno di nuovo la quotidianità di tutti gli allievi e gli insegnanti. Non è diverso per i bambini con disabilità che affrontano il loro percorso scolastico. In alcuni casi questo percorso sarà in classi ad effettivo ridotto con docenti di scuola speciale, altre volte si svilupperà in contesti inclusivi che prevedono la collaborazione tra docenti di scuola regolare, docenti di scuola speciale e/o operatori per l’integrazione. Denominatore comune di queste possibilità è la collaborazione tra i servizi cantonali (Sezione della pedagogia speciale e Sezione delle scuole comunali), gli istituti scolastici e le famiglie. Le varie modalità permettono al bambino di avanzare al proprio ritmo e secondo le sue capacità, indipendentemente dal luogo in cui le misure di accompagnamento vengono fornite.

(©Avventuno)
(©Avventuno)

Negli ultimi anni nel nostro cantone è aumentato il numero delle inclusioni: la partecipazione alla vita scolastica regolare, oltre ad offrire opportunità di apprendimento accademico, è un potente mezzo di autoaffermazione della persona, di esperienza sociale e di apprendimento fra pari. Un bambino con disabilità beneficia dello stimolo e della relazione con gli altri bambini per moltissimi aspetti. Confronto, modello e senso di appartenenza sono solo alcuni fra questi. Ma non si tratta di un rapporto a senso unico: avere in classe allievi con bisogni educativi speciali è un’esperienza arricchente per tutti, permette ai bambini di vivere relazioni variegate, accresce in loro la capacità di confrontarsi con situazioni diverse e richiede ai docenti di innovare le proprie strategie per individualizzare maggiormente l’insegnamento, a vantaggio di tutti bambini (perché l’eterogeneità in classe c’è anche senza l’etichetta dell’inclusione).

(©Avventuno)
(©Avventuno)

Sono senza dubbio maggiori i punti di incontro che le differenze. Accettare e sostenere nel modo più efficace queste diversità significa riconoscere tutte le individualità e il loro valore. Una società aperta, che superi gli stereotipi e che permetta a tutti di esprimere il proprio potenziale, si costruisce anche e soprattutto a Scuola. La maiuscola è voluta, per tenere ben presente il suo importante compito, sicuramente non privo di difficoltà ma anche pieno di opportunità e con un orizzonte in continua evoluzione.

Articolo scritto in collaborazione con Angelica Jäggli, docente e coordinatrice dei progetti di inclusione scolastica per Avventuno.

(©Avventuno)
(©Avventuno)
©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Famiglia
  • 1