Coppia

Le evidenze scientifiche
che predicono la crisi

Le evidenze scientifiche <br />che predicono la crisi
Secondo uno studio americano spesso la rottura di una relazione avviene dopo quattro anni, proprio quando i figli iniziano ad essere un po’ autonomi

Le evidenze scientifiche
che predicono la crisi

Secondo uno studio americano spesso la rottura di una relazione avviene dopo quattro anni, proprio quando i figli iniziano ad essere un po’ autonomi

Per molti è solo una leggenda metropolitana, per altri invece è una triste realtà. Comunque la si voglia vedere, la cosiddetta «crisi del settimo anno» fa sempre discutere. Ma è proprio vero che le coppie di lungo corso, raggiunti i sette anni di relazione, si separano? Anche biologia e statistica hanno provato a dare una risposta. Quest’ultima sostiene che, sebbene non esista una vera e propria regola, spesso possono bastare anche solo quattro anni per innescare la rottura.

Helen Fisher, docente di antropologia biologica alla Rutgers University del New Jersey, negli Usa, ha approfondito a lungo l’argomento. In particolare ha studiato i dati legati a matrimoni e divorzi in diverse popolazioni mondiali. La sua prima scoperta è stata che, stando ad un’analisi statistica, la mediana – ovvero il valore che si trova nella posizione centrale tra numeri crescenti – dei periodi di rottura delle coppie è proprio di sette anni. Un dato che secondo molti è meno rappresentativo della moda, ovvero il numero che si presenta in più casi. E a verificarsi con più frequenza, sempre secondo la Fisher, è proprio la fine della relazione dopo appena quattro anni. I divorzi, per di più, coincidono con il picco dell’età fertile: 25-29 anni per gli uomini, 20-29 per le donne, con un’incidenza ancora più alta in chi ha un figlio a carico.

Anche il mondo degli animali è stato una fonte di esempi illuminanti per la studiosa americana. Tra gli uccelli, ad esempio, ha notato che solo il 3% delle specie ha una relazione monogama, ma che addirittura il 90% coopera nel mantenere i pulcini. Del resto è fondamentale un aiuto alla madre durante la cova: se non ci fosse, lei e i piccoli morirebbero di fame. Anche tra diversi mammiferi accade una cosa simile nell’allattamento, ad esempio tra le volpi. Una volta che i piccoli sono in grado di lasciare il nido, tuttavia, anche i genitori sono liberi di separarsi e cercare un altro partner.

L’uomo potrebbe aver tenuto traccia di questo comportamento innato. Fino ai quattro anni i bambini sono molto dipendenti dalla madre. Passato questo periodo di tempo, tuttavia, con l’iscrizione all’asilo e ad altre attività i genitori si sentirebbero più liberi di separarsi. Un comportamento che affonderebbe le radici addirittura nella preistoria: avere figli con partner diversi garantiva maggiore diversità genetica e quindi una maggiore sopravvivenza dei piccoli. Quattro anni, a quell’epoca, dovevano sembrare un tempo ragionevole per svezzare un bambino e rendersi indipendenti.

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