Infanzia

Le «regole» del mondo
si imparano giocando

Le «regole» del mondo <br />si imparano giocando
Toccare, esplorare, osservare: ecco come i piccoli fino a 18 mesi apprendono con naturalezza le leggi di ciò che li circonda

Le «regole» del mondo
si imparano giocando

Toccare, esplorare, osservare: ecco come i piccoli fino a 18 mesi apprendono con naturalezza le leggi di ciò che li circonda

Il gioco è il modo in cui i neonati imparano a conoscere il mondo, i rapporti di causa-effetto e le prime elementari nozioni che li guideranno poi per tutto il corso della vita. La curiosità è la molla che porta i piccoli a esplorare l’ambiente e gli oggetti che li circondano, fin dalle prime settimane dopo la nascita. Per i genitori è importante assecondare al meglio tutte queste attività, osservando e accompagnando con entusiasmo i progressi del bambino, senza troppe imposizioni o forzature.

Nei primi due mesi di vita, il giocattolo preferito del neonato è la mamma. Sguardi, contatto fisico, pianti e prime vocalizzazioni: è questa la finestra che il piccolo apre sul mondo. Per osservare le prime attività un po’ più complesse occorre aspettare i tre mesi di vita: il bambino inizia a seguire gli oggetti con lo sguardo e ad afferrarli, pur non coordinandosi bene. Poche settimane dopo sarà in grado di appoggiarsi sugli avambracci e osservare meglio ciò che lo circonda. Probabile anche che inizi a darsi dei piccoli colpi sul viso quando afferra oggetti maneggevoli come un cucchiaino o un sonagli: niente paura, rientra tutto nella normalità.

Per una presa più sicura degli oggetti occorre attendere i sei mesi, quando il bimbo scopre anche l’esistenza dei piedi, con cui inizialmente ama giocare provando anche a usarli come appendici prensili. Verso i sette mesi arriva la consapevolezza dell’uso di entrambe le mani: negli occhi del neonato comparirà la gioia e la soddisfazione di passare gli oggetti da una all’altra. Attorno ai nove mesi le attenzioni sembrano invece concentrarsi sui rumori: eccolo lanciare i giocattoli facendoli cadere, rimbalzare o rotolare, sia per udire i suoni che per capire la risposta legata ai suoi gesti. In questa fase spesso l’attenzione si concentra su un solo oggetto, da manipolare ed esaminare con cura: il consiglio è quello di lasciar fare, senza imporre al piccolo troppi stimoli contemporaneamente e lasciando che si prenda i propri tempi.

Dopo l’anno di vita, prima «gattonando» e poi camminando, è inevitabile la curiosità per l’ambiente domestico da esplorare in parziale autonomia, magari trascinando qualche giocattolo munito di corda o routine. In questa fase, cresce l’attenzione per il rapporto tra contenitore e contenuto: normale vedere il bambino togliere e poi rimettere oggetti in una borsa o in un cestino. Tanta anche l’attrazione per oggetti della quotidianità come pentole, secchi o attrezzi da giardino: i genitori dovranno assecondarlo, ovviamente badando che non si faccia male. Importante, infine, anche incoraggiare le prime espressioni vocali legate soprattutto alla pronuncia dei nomi delle persone e degli oggetti.

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