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Leggere un libro
a un bambino

Leggere un libro <br />a un bambino
Trasmettere emozioni, far scoprire qualcosa di nuovo e allargare gli orizzonti: alcune tra le potenzialità garantite da questa attività

Leggere un libro
a un bambino

Trasmettere emozioni, far scoprire qualcosa di nuovo e allargare gli orizzonti: alcune tra le potenzialità garantite da questa attività

Fare conoscere ai propri figli il piacere della lettura è uno dei regali più belli che un bambino possa ricevere. Apprendere nuove nozioni, lasciarsi trasportare in un universo immaginario, mettersi alla prova con situazioni che esulano dalla vita ordinaria: immergersi nella lettura di un buon libro significa questo e molto altro, allarga gli orizzonti ponendo le basi di un pensiero critico.

Per far sì che il momento dedicato alla lettura sia vissuto come qualcosa di piacevole e non come un obbligo è importante far sì che tra genitore e bambino ci sia una comunicazione costante e un’attenzione alle reazioni del piccolo. Ci sono infatti bimbi che, quando comincia una storia, si concentrano e vengono completamente rapiti dalla narrazione e altri che si mostrano più annoiati e maggiormente inclini alle distrazioni. In questi casi, meglio non sottovalutare alcuni segnali: se il piccolo sembra più attratto dalle immagini piuttosto che dalle parole forse significa che qualcosa nella storia lo indispone o che uno dei personaggi lo spaventa.

Sfogliare un buon libro è un’attività che deve appassionare sia il piccolo che il genitore. Mentre si legge è bene lasciarsi andare, farsi coinvolgere dalla narrazione, commuoversi e ridere: il piccolo saprà rendersi conto delle emozioni del genitore e vivere un’esperienza a 360 gradi. La voce va modulata, il ritmo deve seguire la vicenda. Vale la pena, ogni tanto, prendersi una pausa e chiedere, ad esempio, quale sia il nome dei personaggi della vicenda. La parola «no» andrebbe bandita e per mantenere un rapporto positivo con il piccolo sarebbe meglio optare per altri giri di parole, facendo notare le differenze tra un personaggio e l’altro.

I libri possono inoltre diventare dei laboratori di immagini e parole in grado di stimolare continuamente la fantasia. Fare notare le lettere ai piccoli, ad esempio, la M di mamma e la P di papà permetterà ai bambini di cominciare a riconoscere le diverse grafie e di individuarle di nuovo all’interno di altri contesti. L’alfabeto può inoltre diventare uno strumento per il gioco e l’apprendimento: esistono infatti molte filastrocche su questo tema.

I libri aiutano inoltre i bambini ad imparare parole nuove e rintracciare connessioni tra la finzione e la realtà. Le vicende narrate invitano a presentare il proprio punto di vista e a misurarsi su diversi temi. I genitori hanno in questi momenti la possibilità di affrontare argomenti a volte anche delicati, come i litigi, l’amore o la paura, mettendo in luce il proprio pensiero, senza aver timore di mostrare fragilità e dubbi.

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