La psicologia

Lo sviluppo emotivo
nei primi tre anni

Lo sviluppo emotivo <br />nei primi tre anni
Per riconoscere ed esprimere le loro emozioni, i bambini devono imparare l’empatia

Lo sviluppo emotivo
nei primi tre anni

Per riconoscere ed esprimere le loro emozioni, i bambini devono imparare l’empatia

La capacità di riconoscere, esprimere e gestire le emozioni (proprie e altrui), di provare empatia e avere fiducia in sé stessi e negli altri, si inizia a sviluppare nei primi tre anni di vita.

È un processo che avviene per ciascun bambino in maniera diversa: ognuno sperimenta il mondo a modo proprio. Tutti però, fin da neonati, provano diversi tipi di emozioni che imparano a conoscere crescendo. Le prime sono strettamente legate alle necessità, e sono ad esempio disagio, stanchezza o benessere; poi diventano più complesse, come la colpa, la gelosia, l’orgoglio. Nel corso del primo anno di vita lo sviluppo sociale e affettivo si basa sulla relazione con le sue figure di riferimento: è grazie all’intervento dei genitori che il bambino viene rassicurato e riceve risposta ai bisogni che esprime. Questo, giorno dopo giorno, crea in lui un senso di sicurezza e conforto che interiorizza.

Un ruolo importante nello sviluppo emotivo dei più piccoli è giocato dalla comprensione, che riguarda non solo le proprie emozioni ma anche quelle mostrate dagli altri. Già dal secondo semestre, infatti, si è in grado di decifrare i diversi toni della voce e le espressioni facciali delle persone.

Verso la fine del primo anno di vita si può parlare di veri e propri scambi comunicativi in cui il bambino fa gesti semplici (indicare, tendere le braccia, giocare) oppure, ad esempio, cerca lo sguardo dei genitori in situazioni di incertezza.

Successivamente inizia una fase in cui—lentamente—afferma la sua autonomia, che esprime attraverso i primi «no» o con atteggiamenti di impazienza e impulsività. I genitori passano così ad avere la funzione di «regolatori delle emozioni»: devono mostrare di comprendere le difficoltà che sono alla base di quelle reazioni intense che sembrano capricci ma che sono in realtà modi per esprimere frustrazione. In questo modo il figlio acquista fiducia nelle proprie capacità e impara l’empatia.

A due anni il bambino inizia a capire che esperienze e sentimenti sono correlati e ad essere consapevole delle emozioni sia positive che negative. È però a partire dal terzo anno di vita che il processo di educazione emotiva ha il suo maggiore sviluppo: impara la differenza tra realtà e fantasia e tra ciò che è giusto e sbagliato. Gli adulti che gli sono attorno devono quindi supportarlo costantemente e fargli assimilare regole e valori. Fondamentali sono l’esempio, l’ascolto, la comprensione e l’empatia.

Nel tempo il bambino sarà poi influenzato dal suo temperamento, ma grazie a queste esperienze relazionali apprese quotidianamente nell’ambiente familiare e sociale avrà interiorizzato tutte le strategie di base che gli consentiranno di controllare i suoi stati affettivi e che gli saranno indispensabili per mantenere quel senso di fiducia e sicurezza di sé che gli occorreranno per affrontare le varie situazioni della vita.

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