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Perché è bello
studiare matematica

Perché è bello <br />studiare matematica
Nelle materie scientifiche vi è ancora un divario di genere

Perché è bello
studiare matematica

Nelle materie scientifiche vi è ancora un divario di genere

In questi mesi di emergenza sanitaria sono tornate al centro dell’attenzione le competenze scientifiche, che animano anche il linguaggio della comunicazione, diventato prevalentemente tecnico, ricco di terminologie statistiche e concetti come percentuali, probabilità e crescita esponenziale. Si rivela quindi più che mai necessario far in modo che le nuove generazioni si sentano a proprio agio con i saperi della scienza, indispensabili per costruire l’oggi e progettare il domani.

In questa prospettiva, la scuola riveste un ruolo fondamentale nel percorso di normalizzazione delle materie scientifiche e per combattere le esistenti discriminazioni di genere rilevate dall’indagine Pisa 2018 (pubblicata lo scorso dicembre) che mostra come in Europa, con l’eccezione dei paesi scandinavi, nelle materie scientifiche continuino a brillare, per lo più, i ragazzi.

Diego Santimone, docente presso la Scuola Media di Losone
Diego Santimone, docente presso la Scuola Media di Losone

Ne è convinto Diego Santimone, laureato in Ingegneria aerospaziale e Scienze religiose, oggi docente di Matematica, Storia delle religioni e del corso di Tecnologia presso la Scuola Media di Losone e vincitore, con il suo progetto TechnologiAMO, del premio Educreators 2020. «Quando mi relaziono al gruppo classe, non attribuisco alla materia che insegno una connotazione maschile o femminile. Ciò che mi sta a cuore è piuttosto concretizzare le materie scientifiche. Per questo mi impegno per presentare lo studio della matematica quale strumento per spiegare e contemplare il mondo e la sua bellezza, mentre quando parlo di tecnica metto al centro e sottolineo la capacità dell’uomo di portare le cose all’essere, che sia scrivendo una canzone o costruendo un grattacielo e, dove possibile, sottolineando i legami della matematica con la tecnologia di tutti i giorni.»

Per normalizzare e rendere meno astratta la matematica è anche utile cercare collegamenti interdisciplinari; ancor più fondamentale è trovare spazi curricolari di riflessione che servano alla classe per «inquadrare le conoscenze e le competenze che progressivamente maturano in un orizzonte intellettuale ed esistenziale che prende forma nel tempo passato, presente e futuro» - precisa Santimone, che continua: «a livello introspettivo e personale risolvere un’equazione può non essere così immediatamente arricchente come leggere una poesia ma, al pari delle materie umanistiche, la conoscenza della matematica accresce il proprio bagaglio culturale necessario per raggiungere un’unità del sapere indispensabile per divenire cittadini e cittadine responsabili.»

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