Il fenomeno

Perché non condividere
le foto dei figli in rete

Perché non condividere <br />le foto dei figli in rete
La diffusione di queste immagini viene presa alla leggera

Perché non condividere
le foto dei figli in rete

La diffusione di queste immagini viene presa alla leggera

Scatta, carica e condividi. È questo il mantra che guida le azioni dei genitori sui social network. Spesso a finire su Facebook e Instagram sono le fotografie dei figli. La diffusione di queste immagini viene presa alla leggera e non ci si cura delle possibili conseguenze dei propri gesti. Secondo uno studio britannico, circa un migliaio di foto per ogni bambino finiscono online prima che questi compia cinque anni. I genitori ne pubblicano quasi 200 ogni dodici mesi. Ma avvocati, educatori e psicologi sono tutti concordi nel ribadire che il fenomeno è rischioso e può avere pesanti ripercussioni sul benessere pisco-fisico dei bambini, non solo nel breve periodo ma anche una volta diventati adulti.

Le conseguenze sono prima di tutto legali. Nel 2016 una 18enne austriaca ha denunciato i genitori per aver pubblicato su Facebook, nel corso degli anni, centinaia di sue foto senza averla mai consultata. Ha chiesto al padre e alla madre di eliminarle e non avendo ricevuto riscontro si è rivolta a un avvocato e ha intentato una causa.

Ma i pericoli sono anche di natura criminale. Secondo alcuni dati, la pedopornografia in rete è in crescita vertiginosa: nel 2016 sono state censite circa due milioni di immagini, quasi il doppio rispetto all’anno precedente. Si tratta di un fenomeno grave e spesso incontrollato perché avviene nei meandri della rete, in zone oscure che si raggiungono solo attraverso software specifici. Il consiglio, quindi, è evitare di condividere le foto dei propri figli sui social. Potrebbe non bastare, però. Bisogna anche chiedere a familiari e conoscenti di astenersi dal farlo senza il proprio consenso esplicito.

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