Esperienze

Porte aperte al genio
creativo di ognuno

Porte aperte al genio <br />creativo di ognuno
L’immaginazione e la flessibilità vanno coltivate durante tutta la fase di crescita

Porte aperte al genio
creativo di ognuno

L’immaginazione e la flessibilità vanno coltivate durante tutta la fase di crescita

Che nell’infanzia e nell’adolescenza si sia in grado di vedere il mondo con entusiasmo e il piacere di stupirsi ce lo ricorda il libro «Il design spiegato ai bambini», scritto da Mario Bellini, architetto e designer italiano. Allo stesso tempo le idee «appese, come mele su un albero», scrive Bellini, non cadono da sole. Se non allenate, l’immaginazione e la flessibilità di quando si è piccoli rischiano di atrofizzarsi col passare degli anni. Ad affermarlo è anche Mitchel Resnick, professore di Ricerca sull’apprendimento presso il MIT Media Lab: per quanto siano naturalmente curiosi, bambini e adolescenti hanno bisogno di sostegno per sviluppare e raggiungere il pieno potenziale creativo.

La sfida quindi non è come insegnare a essere creatori estrosi, ma offrire un ambiente fertile in cui la creatività possa attecchire, crescere e prosperare. Stimolare, variare le proposte e non invalidare: ecco i principi che educatori e genitori dovrebbero seguire per sostenere il genio artistico e innovativo delle generazioni più giovani. «Lasciati liberi di esprimersi e quando non si sentono giudicati – spiega Leila Somazzi, fotografa e artista, che in Ticino organizza anche corsi creativi per bambini e adolescenti i piccoli sono capaci di guardare con curiosità tutte le cose che ci circondano e aprire le porte alla creatività, ognuno a seconda delle proprie capacità e seguendo le proprie sensibilità e gli interessi personali» Proprio per questo è importante adattare le proposte artistiche. Inutile insomma forzare la mano e imporre di colorare o ritagliare a tutti i costi.

Leila Somazzi, fotografa e artista
Leila Somazzi, fotografa e artista

Con i ragazzi è un po’ diverso. A loro possono essere offerti stimoli più strutturati e si può invitarli a riflettere su quanto hanno creato, fotografato o rappresentato ma, continua Somazzi, «senza che lo sguardo artistico si trasformi in un fare meccanico, privato di un sentire individuale, poiché è l’emozione che spinge a ‘guardare oltre’ e a innovare.»

D’altra parte, il ripensare alle proprie esperienze, assumendo una posizione di apprendimento che non sia passivo, è un momento fondamentale nel processo educativo, coltivato persino in percorsi formativi che richiedono l’astensione da ogni intervento creativo, come precisa la professoressa Giacinta Jean, responsabile del corso di laurea in Conservazione e restauro presso SUPSI: «i nostri studenti, che pur devono operare seguendo regole professionali deontologiche volte a tutelare l’opera, sono sempre invitati a immergersi nelle proprie tesi di laurea in modo autonomo e ciascuno seguendo i proprio percorsi innovativi e creativi.»

Professoressa Giacinta Jean, responsabile del corso di laurea in Conservazione e restauro presso SUPSI
Professoressa Giacinta Jean, responsabile del corso di laurea in Conservazione e restauro presso SUPSI
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