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Quando il bambino
impara a camminare

 Quando il bambino <br />impara a camminare
Non bisogna attendere con impazienza che i propri figli smettano di gattonare e si alzino su due gambe: ogni pargolo ha i suoi tempi

Quando il bambino
impara a camminare

Non bisogna attendere con impazienza che i propri figli smettano di gattonare e si alzino su due gambe: ogni pargolo ha i suoi tempi

«Un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per l’umanità», la frase che Neil Armstrong pronunciò quando mise, per la prima volta nella storia, piede sulla Luna si potrebbe anche adattare alla meraviglia che certi genitori provano quando il loro pargolo fa i primi passi. Nel primo anno di vita di un figlio o una figlia, assistere alla sua prima camminata rimane infatti uno dei momenti più emozionanti, un segno tangibile della sua crescita. Talvolta l’attesa di vedere i primi passi del piccolo può trasformarsi in impazienza, ma non c’è bisogno di spingere eccessivamente l’infante a farli o di confrontarlo con i pargoli di amici o familiari: ogni bambino risponde a un proprio calendario di sviluppo.

Secondo il portale italiano di specialisti Uppa, fino a 18 mesi l’avvio del cammino è considerato fisiologico e dunque non è necessario allarmarsi. Solo se il piccolo supera questa età senza camminare è utile parlarne con il proprio pediatra, che nel caso consiglierà una visita specialistica. I primi passi dei bambini sono però il termine di un percorso di sviluppo, in cui grande importanza riveste il gattonamento. Questa capacità di muoversi a quattro zampe inizia solitamente intorno ai 6-10 mesi, dopo che il bambino o la bambina ha sviluppato la capacità di sedersi. A differenza del mondo animale, la capacità di gattonare e poi di camminare non è spinta da uno spirito di sopravvivenza o dalla necessità di procacciarsi il cibo, quanto da una sete di curiosità e conoscenza che spinge a esplorare lo spazio.

Stimoli esterni, corporatura, indole caratteriale, utilizzo o meno di ausili sono tutti elementi che influenzano il momento in cui un pargolo inizia a camminare: alcuni lo fanno già a 10 mesi, altri iniziano a 18. I genitori un po’ apprensivi pensano ci sia bisogno di acquistare uno dei tanti supporti in commercio che promettono di velocizzare l’apprendimento della camminata, ma comprare oggetti di questo genere non è essenziale. Il girello, popolare in molte famiglie anche perché consente di non dover sempre sostenere il bambino durante lo sviluppo della camminata, non è perciò necessario. Uno studio dell’American Academy of Pediatrics pubblicato nel 2018 ne ha sconsigliato l’utilizzo, descrivendolo come una fonte di infortuni assolutamente evitabile. Un altro mito è quello delle scarpe: il piede andrebbe lasciato scalzo per aumentare la sensibilità della pianta a contatto con il suolo. Solo quando, acquisita sicurezza, il piccolo inizierà a camminare anche all’esterno, allora si potranno introdurre le calzature per un’esigenza di igiene.

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