L’equilibrio

Rapporto papà-figlio:
l’importanza del gioco

Rapporto papà-figlio: <br />l’importanza del gioco
Nei momenti di spensieratezza e relax trascorsi insieme, i bambini imparano a dosare le proprie emozioni e a relazionarsi con gli altri

Rapporto papà-figlio:
l’importanza del gioco

Nei momenti di spensieratezza e relax trascorsi insieme, i bambini imparano a dosare le proprie emozioni e a relazionarsi con gli altri

Il papà è da sempre un punto di riferimento per il bambino, un esempio e una guida da seguire. «Un padre è meglio di cento insegnanti», diceva il poeta George Herbert. E come dargli torto? Se il ruolo di genitore e autorità nella famiglia sembra sia un tema ricorrente e dato per assodato, in molti sottovalutano però l’importanza del gioco e dei momenti di spensieratezza e relax trascorsi in compagnia dei propri figli, tempo che secondo la scienza contribuirebbe al loro sviluppo psicofisico. Una recente ricerca dell’Università di Cambridge, infatti, sottolinea come i bambini che fin da piccoli trascorrono tempo di qualità in compagnia dei propri padri abbiano più possibilità di essere stabili da adulti e di sviluppare un controllo emotivo migliore.

Ma che cosa si intende con «tempo di qualità»? Giocare con loro, innanzitutto. I bimbi non si divertono da soli e, soprattutto in assenza di un fratellino o una sorellina, cercano in mamma e papà dei fedeli compagni di gioco. Anche se si è presi da mille impegni, quindi, è bene dedicare loro qualche attenzione in più, imparando a trasformarsi all’occorrenza anche in personaggi di fantasia per assecondare i loro divertimenti. Tra i giochi preferiti dai papà ci sono quelli fisici: dal solletico all’inseguimento, fino alle cavalcate in spalla. Secondo lo studio dell’Università di Cambridge sarebbero proprio queste le attività che più di altre influirebbero sullo sviluppo del bambino. Analizzando un campione di 78 studi, condotti tra Europa e Stati Uniti, sarebbe emerso che i bambini fino ai tre anni di età che hanno beneficiato di momenti di gioco di questo tipo con i loro padri hanno mostrato negli anni a seguire meno iperattività, difficoltà emotive o comportamentali.

La spiegazione è semplice: attraverso il gioco fisico i bambini devono applicare l’autoregolamentazione, ovvero imparare a dosare la forza e l’emozione. A differenza del gioco con i coetanei, a casa con il genitore il bambino è più libero di esprimersi ed eventualmente di sbagliare. Si tratta di un ambiente di gioco sicuro in cui i bambini possono esercitarsi e imparare a relazionarsi con gli altri, nella consapevolezza di essere comunque protetti da un adulto di cui si fidano ciecamente. Questi momenti vanno poi a riempire il bagaglio di ricordi di grandi e piccoli, aumentando da un lato l’autostima e dall’altro la serenità. Con l’appoggio e la complicità del papà, quindi, è più facile che i bambini diventino in futuro adulti felici.

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