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Spensierate
giornate d’estate

Spensierate <br />giornate d’estate
Un tuffo in piscina e una pizza tutti insieme: cosa chiedere di più?

Spensierate
giornate d’estate

Un tuffo in piscina e una pizza tutti insieme: cosa chiedere di più?

Spensierate <br />giornate d’estate

Spensierate
giornate d’estate

I tuffi in piscina, un giro in centro con gli amici, una partita a bowling e una serata al cinema, il coprifuoco da rispettare, una pizza, la mattina di shopping prima delle vacanze, lunghe chiacchierate e silenzi leggeri: questi gli ingredienti scelti per organizzare una serie di attività dedicate ad un gruppo di ragazzi e ragazze con Trisomia 21. Obiettivo principale dell’iniziativa è quello di proporre delle esperienze adeguate all’età, in uno spazio dove è possibile creare alcuni di quei ricordi dell’adolescenza che resteranno cari per sempre, oltre ad un primo passo verso un progetto continuativo che inizierà in autunno e che mira a favorire l’autonomia delle persone con sindrome di Down che si avvicinano all’età adulta. Non da ultimo, il gruppo è l’occasione per dare un nuovo punto di vista ai monitori e ai volontari che si mettono a disposizione per accompagnare i ragazzi e le ragazze nelle attività, in un rapporto che si avvicina al rapporto tra pari, senza genitori, dove non ci sono educatori e «assistiti» ma semplicemente ragazzi e ragazze, con e senza disabilità, che si curano l’uno dell’altro.

“Mai mi sarei aspettata di vivere un’esperienza così arricchente in così poco tempo” racconta Vanessa Tarchini, studentessa al Dipartimento formazione e apprendimento della SUPSI e monitrice all’interno del progetto DADO dell’associazione Avventuno. “Sto avendo modo di conoscere i ragazzi per quello che sono, andando oltre alla sindrome, grazie alla naturalezza con cui si svolgono le uscite e le attività. Insieme viviamo momenti spensierati e leggeri, tipici di un’estate da adolescenti.”
“Prima di conoscere i ragazzi avevo paura di non sapere come avrei potuto aiutarli o comportarmi” aggiunge Fabia Coratelli, monitrice insieme a Vanessa e studentessa SUPSI in lavoro sociale. “Dalla prima uscita non c’è più stato spazio per inutili preoccupazioni, in maniera naturale si sono instaurati dei legami forti e non ho mai dovuto aiutarli come pensavo. Anzi, mi hanno fatto vedere un mondo intenso e senza pregiudizi. Ho avuto l’occasione di emozionarmi come non mi era mai successo con il mio gruppo di amici. Per esempio, al ristorante una ragazza ha chiesto alla cantante che animava la serata di dedicare una canzone alla sua amica. Un semplice gesto... ma così intenso. Le due amiche hanno ballato, hanno vissuto quel momento senza perdersi in quella che avrebbe potuto essere la vergogna o la timidezza tipica dell’adolescenza, facendomi riflettere molto su quanto a volte ci preoccupiamo inutilmente del giudizio altrui, costringendoci a tenere a freno le nostre emozioni”.
“Le parole chiave delle nostre uscite sono divertimento e rispetto” spiega Vanessa, “se entrambi vanno di pari passo il successo è assicurato.”

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