Ticino curioso

Tante escursioni
alla portata di tutti

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Questa emergenza sanitaria che sembra pian piano rientrare (ma guai abbassare la guardia, come ammoniscono i medici che stanno al fronte) ci ha fatto riscoprire la dimensione del “locale”: non solo telelavoro, cibo a km zero, ma anche vacanze a km zero o quasi.
Ora, non ci sembra il caso di aggiungerci al coro di coloro che decantano la bellezza del nostro territorio: lo sappiamo che il Ticino offre scorci di paesaggio capaci di ipnotizzare, all’insegna dello slogan “dai ghiacciai alle palme”. E se è vero che spesso capita di non saper cogliere il fascino di luoghi in cui siamo abituati a vivere, per abitudine, pigrizia, incapacità di valorizzare quel che ci appare ovvio, è altrettanto vero che basterebbe aprire gli occhi, abbandonare un po’ le solite strade, i soliti sentieri che siamo abituati a percorrere, per scoprire dei posti meravigliosi che forse non ci eravamo nemmeno immaginati potessero esistere a due passi da casa.
Un laghetto alpino, una cascata, una parete rocciosa, un’alpe, una chiesetta, il manufatto tramandatoci dalla nostra cultura contadina, da un mondo rurale che seppur trasformato profondamente negli anni, da qualche parte esiste ancora: tutto questo a pochi chilometri dal nostro domicilio.
Andare a scovare questi luoghi di pace e meraviglia cercando di essere però un po’ originali non è poi così semplice, dato che in fondo il Ticino è piccolo e molti di noi l’hanno setacciato a lungo.

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Tuttavia prendendoci del tempo, aprendo i nostri occhi e il nostro cuore, potremmo anche semplicemente rivisitare con un approccio diverso luoghi in cui già siamo stati in passato. Ognuno di noi è stato bambino, ha ricordi delle passeggiate scolastiche di un tempo: ma lo sguardo pieno di ammirazione del bimbo che eravamo oggi si è trasformato, è diventato più consapevole, meno disincantato. Si è arricchito di esperienze e conoscenze. Come sarà allora tornare in uno di quei luoghi che hanno accompagnato la nostra infanzia? Lasciamoci sorprendere.
La redazione di Corriere3 ha pensato di proporvi, nel corso dell’estate, dei suggerimenti per escursioni in Ticino o tutt’al più nelle regioni limitrofe: passeggiate (a piedi!) generalmente della durata di un giorno, adatte a quasi tutta la famiglia. Vi suggeriremo percorsi a volte un po’ fuori dall’ordinario, perché è inutile proporvi mete che tutti conoscono e sono frequentatissime. L’idea è quella di portarvi fuori dalle città, in luoghi di collina o di montagna caratterizzati dal verde, dalla natura, da un clima fresco.
Naturalmente camminando su sentieri e strade sterrate bisognerà prendere un minimo di precauzioni e sarà assolutamente necessario rispettare l’ambiente.

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Non farsi cogliere impreparati

Una tenuta di buona qualità è indispensabile per proteggere e aiutare il fisico nel corso della nostra gita. Ciò vale anche nella stagione calda. D’estate, infatti, può capitare di partire col bel tempo ma, per non farsi cogliere di sorpresa da un repentino cambiamento delle condizioni atmosferiche, è indispensabile portare con sé abiti caldi e un capo antipioggia. Ovviamente non vanno dimenticati crema protettiva, occhiali da sole e copricapo, perché in montagna la radiazione solare è molto intensa. Per godersi l’escursione senza sudare né congelare, è consigliabile vestirsi a strati o, come si suol dire, «a cipolla».
Particolare attenzione deve essere riservata alle scarpe: evitate di partire con le scarpette da ginnastica, in alta montagna sono necessarie scarpe da escursionismo capaci di sostenere i piedi, che durante un’escursione vengono messi a dura prova dalle asperità del terreno e dal peso dello zaino; devono essere comode e stabili e non devono assolutamente comprimere il piede. A proposito di zaino, ecco un altro attrezzo fondamentale. Ne esistono per tutte le esigenze: dal piccolo zaino adatto alle escursioni di un giorno a quello capiente da trekking. Per le escursioni di un giorno lo zaino deve contenere provviste, capi antipioggia e abiti di ricambio: una capienza di 18-32 litri dovrebbe bastare. Escursioni di più giorni con pernottamento richiedono uno zaino di dimensioni maggiori con una capienza di 30-65 litri, stabile, regolabile e traspirante sul dorso.
Durante la gita, può accadere che il sentiero attraversi dei pascoli. Se dovesse succedere bisogna prestare attenzione alla segnaletica, mantenere la calma, non scacciare e non spaventare gli animali. Se il pascolo è recintato è importante chiudere il recinto e proseguire attraverso il pascolo senza abbandonare il sentiero. In genere le vacche sono curiose e non pericolose. Se le mucche bloccano il passaggio, la miglior cosa da fare è cercare di aggirare la mandria piuttosto che passarvi nel mezzo. Se avete un cane, tenetelo al guinzaglio e sotto controllo, perché la sua presenza aumenta il livello di attenzione di vacche, buoi e tori, risvegliando in loro un comportamento difensivo.
Anche se avete pianificato l’escursione ponendo attenzione alla meteo, è giusto sapere che il tempo in montagna può cambiare improvvisamente e potreste imbattervi in un temporale. Se dovesse succedere sarà molto importante togliersi dai punti più esposti e non fermarsi sulle creste. Il miglior riparo è fornito da conche e avvallamenti, l’importante è non esporsi in luoghi dove si finisce per fungere da parafulmine. Ripararsi sotto un albero può andar bene in un bosco, ma mai in luoghi isolati dove c’è una sola pianta. Non dimenticare che la natura e il patrimonio faunistico esigono il massimo rispetto: non si lasciano in giro rifiuti, non bisogna danneggiare la flora e la fauna.

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Assieme ai vostri ricordi e alle vostre emozioni, dall’escursione portate a casa anche i vostri rifiuti: se vi siete caricati il peso del cibo per la salita, non saranno pochi grammi di spazzatura a guastarvi la discesa. Attenti anche alle normative relative all’accensione di fuochi all’aperto, particolarmente nei periodi di prolungata siccità. Infine, se doveste trovare dei proiettili inesplosi, non toccateli mai: contrassegnate il luogo del ritrovamento e avvisate la polizia.
In montagna occorre prestare particolare attenzione al rischio della caduta di sassi. Il primo passo da compiere è osservare la segnaletica. Se è necessario attraversare un’area esposta a questo pericolo e siete in compagnia, il consiglio è di passare uno alla volta, a passo veloce ma sicuro. Prima dell’attraversamento, occorre ascoltare: se un sasso si muove, provoca rumore. Bisogna anche stare attenti a dove si posano i piedi, per evitare di provocare personalmente una caduta di massi. Se proprio dovesse verificarsi questo inconveniente, la prima cosa da fare è allontanarsi rapidamente, oppure cercare di proteggersi sotto una sporgenza rocciosa o contro la parete. Proteggete la testa, la parte più vulnerabile del corpo, con lo zaino o le braccia.

La rete dei sentieri, infine, è generalmente ben segnalata: sui sentieri ticinesi (gestiti dalle quattro Organizzazioni turistiche regionali) sono presenti circa 1,1 posizioni di segnaletica munita di cartelli ogni chilometro di sentiero ufficiale.

Segnaletica relativa ai «sentieri di montagna»
Segnaletica relativa ai «sentieri di montagna»

Inoltre è stata realizzata anche una demarcazione orizzontale: quella in bianco e rosso (visibile anche sulla punta della segnaletica verticale, su fondo giallo) indica un sentiero di montagna, che richiede una minima preparazione fisica e un equipaggiamento che contempli soprattutto degli scarponcini con una suola profilata.

I sentieri marcati con la cartellonistica su fondo blu (verticale) e segnati in bianco e blu (orizzontale) sono considerati di genere «alpino», dunque impegnativi.

Un esempio di segnaletica dei «sentieri alpini»
Un esempio di segnaletica dei «sentieri alpini»

Possono comportare l’attraversamento di nevai, ghiacciai, pietraie e ghiaioni o brevi passaggi rocciosi di arrampicata. Le escursioni che vi proponiamo non contemplano la percorrenza di questo tipo di sentiero, che richiede una preparazione ed un equipaggiamento in possesso unicamente di alpinisti esperti.

Le app salvavita
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Ci sono delle applicazioni che non possono mancare sul vostro telefonino, specialmente se partite per una gita in montagna.
Queste sono gratuite. Vediamole:

iRega

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Offre rapidamente aiuto in caso di emergenza, ma anche consigli di pronto soccorso. E serve per allertare la centrale d’allarme della Rega.
(Per Android oppure iOS)

Uepaa! Alpine Safety

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Permette di chiamare i soccorsi ovunque ti trovi anche se non c’è campo. Merito della tecnologia peer-to-peer sviluppata dal Politecnico federale di Zurigo che fa sì che gli apparecchi mobili comunichino tra loro senza fili.
(Per Android oppure iOS).

Meteoblue

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Fornisce, a cadenza oraria, le previsioni del tempo per i sette giorni successivi anche delle località di alta montagna e l’animazione dei venti. Gli ultimi 20 luoghi visitati vengono salvati offline; in questo modo l’app può fornire dati utili ancora per un giorno dopo l’aggiornamento.
(Per Android oppure iOS).

Altre app segnalano sentieri, offrono mappe e identificano erbe, piante e funghi.
Da non dimenticare i numeri di emergenza: 112 (numero di emergenza internazionale), 1414 (Rega) e 117 (ordigni inesplosi).

Le nostre proposte
16. Lassù, vicino al Vallese, c’è la Val Corno
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15. Case sotto la roccia in Val Calnegia
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14. Meraviglie da salvare a Cevio Vecchio
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13. Dalla «mugheta» ai laghi Chiera
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12. L’ingegno «idrico» della Valle Verzasca
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11. Alla scoperta di Orsino, Orsirora e Valletta
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10. La Valle del Salto tra affreschi e cappelle
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9. Una cattedrale gotica plasmata dalla natura
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8. Salvati dalla fame grazie alla costruzione delle torri
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7. La natura che sorprende. Quassù, al Laghetto Salei
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6. Una scoperta per tutti, la bella Val d’Ambra
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5. L’antica pietra ollare della Valle Bedretto
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4. Quel mondo bizzarro ai piedi della Montagna Nera
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3. Il tondo Tremorgio che pare «uno zaffiro»
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2. Breggia, un fiume così non ce l’ha nessuno
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1. Lago Mognola, magie di antichi acquedotti
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