Il ricordo

Un mistero irrisolto

Un mistero irrisolto

Un mistero irrisolto

Non so come facesse. Eppure riusciva sempre a sorprendermi, anche quando vegliavo sugli scricchiolii della casa nel silenzio della notte. Malgrado tenessi ben aperti gli occhi, dribblava tutte le misure escogitate per coglierlo sul fatto.

Succedeva anche la mattina presto, quando quatta quatta cercavo i segni del suo passaggio nel giardino. Che so: qualche impronta sul prato con le ultime tracce dell’inverno, un rametto di camelia spezzato, qualche cestello posato sulla rugiada che annunciava la primavera. Nulla. L’unica - ma inconfutabile - prova della sua esistenza erano le splendide uova di cioccolato che individuavo non senza fatica, passando al setaccio tutto il mio giardino.

Davvero frustrante per una bambina curiosa come ero io.

Un mistero irrisolto

Era la stessa sensazione che provavo nel periodo natalizio, quando nel cuore della notte San Nicolao piombava nel mio salotto senza rumore alcuno. Capivo che per un omone come lui era difficile passare da un buco così stretto senza provocare nemmeno un fruscìo. Ciò nonostante questo succedeva a casa mia: lui sgusciava giù dalla cappa del camino senza infrangere il silenzio della notte. Non era neppure solo: doveva essere seguito da una sfilza di renne. Sapevo che sembrava impossibile, ma le prove erano inconfutabili: altrimenti chi aveva leccato le manciate di sale che lanciavo sul pavimento la sera prima?

Mesi dopo usavo lo stesso stratagemma: al posto del sale nel salotto, nascondevo carote nel giardino. Non in posti qualunque, ovvio. Facevo in modo di disporle dove le potevo osservare di nascosto dalla finestra della mia cameretta. Niente.

A distanza di anni, il mistero rimane. Neppure mia figlia è riuscita a coglierlo sul fatto. Ormai dobbiamo farcene una ragione. Il coniglietto di Pasqua ci ha messo tutte nel sacco.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Famiglia
  • 1