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Una figura di fiducia
in sala parto: i benefici

Una figura di fiducia <br />in sala parto: i benefici
La presenza del padre o di una persona fidata in modo continuativo contribuisce a ridurre l’ansia e sostiene la donna in un momento unico della vita

Una figura di fiducia
in sala parto: i benefici

La presenza del padre o di una persona fidata in modo continuativo contribuisce a ridurre l’ansia e sostiene la donna in un momento unico della vita

Un’esperienza di parto positiva o negativa può dipendere da molteplici fattori. Uno che certamente contribuisce a renderla indimenticabile è la presenza costante di una persona di fiducia, che possa dare supporto alla partoriente, alleggerire il senso di ansia e infondere sicurezza e buone sensazioni. Questa tesi è dimostrata da studi autorevoli, che documentano come siano molti i benefici connessi a questa situazione, a partire da una migliore sopportazione del dolore e da un travaglio più breve.

L’evoluzione di alcune dinamiche della società ha fatto sì che non sia più inusuale vedere delle madri single: in assenza del padre, dunque, sarebbe ancora più importante garantire la presenza di un’altra persona affettivamente significativa. Fortunatamente, i tempi in cui il parto era un’esperienza da vivere «in solitudine» – senza il sostegno di volti familiari – sono finiti e il diritto fondamentale al rispetto della sfera familiare e affettiva nell’esperienza della nascita – a lungo rivendicato dalle donne – è stato riconosciuto.

Ma la rivendicazione non era soltanto «sociale»: per la coppia, infatti, la condivisione di un momento così importante è un’occasione di crescita; il suggello di un’amore e il primo tassello di quello che negli auspici sarà un «lavoro» – quello del genitore – collaborativo. E in particolare per il padre, la presenza in sala parto può essere considerata come l’abbattimento di un tabù che porta con sé una serie di effetti positivi, a partire dal riconoscimento del proprio ruolo. «Esserci», più che «fare»: i papà capiranno che spesso una carezza, un bacio o un semplice sguardo può essere decisivo.

Non è detto, però, che la figura in questione debba per forza essere quella del padre. Nel caso di madri single o coppie «omogenitoriali» si va oltre convenzioni e ruoli: soltanto i sentimenti e i percorsi delle persone contano. Ed elementi come fiducia, tranquillità e sicurezza possono arrivare anche da chi non è geneticamente il padre del bambino, ma resta una persona fondamentale per la partoriente, che dalla sua presenza attinge l’energia necessaria.

Importante, poi, che la persona entri presto per abituarsi al crescendo del travaglio e non uscire se si dovessero presentare complicazioni (a meno che non siano i medici a suggerirlo): interrompere il legame creatosi potrebbe essere deleterio, in un momento in cui – invece – è ancora più importante dare sostegno alla mamma.

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