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Uova e coniglietti:
la ricerca delle origini

Uova e coniglietti: <br />la ricerca delle origini
Momenti da passare in famiglia

Uova e coniglietti:
la ricerca delle origini

Momenti da passare in famiglia

Non c’è Pasqua senza uova colorate, sode o di cioccolato, e conigli decorativi o di pasticceria. Anche in queste settimane che vedono stravolta la normalità, le tradizioni del periodo di festa resistono immutate e i supermercati traboccano di allegre golosità di ogni genere: dal famoso coniglietto dorato con il campanellino, alla confezione da sei di uova sode già decorate, dalle enormi uova confezionate in scintillanti carte che ammiccano ai bambini proponendo diverse sorprese, ai piccoli capolavori decorati artigianalmente dai maestri pasticcieri.
La tradizione è così radicata che spesso non ci si interroga neppure più sulla sua origine e sul suo significato, ma sarebbe un peccato non approfondire: la storia è curiosa e risale a molti secoli fa.

La lepre come simbolo di fertilità
L’origine del coniglio pasquale è da ricercare addirittura prima della nascita del cristianesimo. Le popolazioni celtiche che abitavano l’Europa nord-occidentale erano legate al culto della natura e, nel loro pantheon, assumeva un ruolo di rilievo la dea Eostre, divinità legata alla primavera e il cui nome si ritrova nell’etimologia di Ostern, Pasqua in tedesco. La dea aveva il compito di riportare il caldo e la bella stagione, rendendo la terra fertile e pronta a germogliare. Una rappresentazione tipica di Eostre era sotto forma di lepre. Il motivo era duplice: le lepri sono animali molto fertili con un alto tasso di riproduzione e, secondo i miti celtici, le aree nere della luna rappresenterebbero una lepre, che diviene così un animale sacro.
Secondo la tradizione cristiana, invece, la lepre è legata alla Pasqua poiché sarebbe stata indicata da S. Ambrogio come simbolo di resurrezione per via del suo manto che è in grado di «rinascere» cambiando colore a seconda delle stagioni.
Risalgono al XV secolo in Germania i primi dolci a forma di coniglietto e sempre qui si è sviluppata la tradizione, di discussa origine, secondo cui la lepre pasquale, come San Nicolao, avrebbe il compito di giudicare il comportamento dei bambini e lasciare, solo ai meritevoli, delle uova colorate in dono.

Regalare un uovo sacro
Sempre dalla dea Eostre e dai riti ad essa legati, trae origine la tradizione delle uova: per propiziare l’arrivo della primavera si festeggiava la divinità, scambiandosi uova ritenute sacre. Con il ritorno della bella stagione, infatti, gli uccelli depongono le uova, fonte di preziosi nutrienti per una popolazione il cui sostentamento si basava sull’agricoltura e la caccia, e simbolo di vita con cui celebrare il ritorno dei mesi dell’anno in cui era più facile procurarsi il cibo.
Le uova, per la loro forma perfetta e la loro fragilità che nasconde la vita, sono un simbolo potente in molte culture passate e presenti: gli antichi egizi le consideravano come una rappresentazioni dell’universo, mentre i cristiani le hanno associate alla resurrezione di Cristo, poiché l’uovo permette una nuova nascita.
La tradizione delle uova decorate ha raggiunto una vetta di artistica bellezza con l’orafo Peter Carl Fabergé che, tra ‘800 e ‘900, ha realizzato dei capolavori di gioielleria dal valore inestimabile. Lo zar Alessandro III ha commissionato, come regalo per la zarina, oltre cinquanta esemplari. Ogni uovo ne conteneva un altro che racchiude a sua volta una corona imperiale in miniatura e un pulcino dorato.

Queste le origini della tradizione comune, ma ogni famiglia ha poi i propri riti da celebrare, spesso legati all’infanzia. La caccia alle uova, la trepida attesa con cui si aspetta Pasqua per scoprire il regalo contenuto nello scrigno di cioccolato, i conigli disegnati o realizzati con l’argilla e tanti piccoli momenti da trascorrere insieme e rinchiudere nella scatola dei ricordi per poi riviverli anno dopo anno.
Condividete con noi le vostre abitudini e indicateci cosa non può mai mancare alla vostra Pasqua: scriveteci a infoC3@cdt.ch!

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