Bambini

Urla e capricci,
ecco come gestirli

Urla e capricci, <br />ecco come gestirli
Scoppi di rabbia e pianti improvvisi da parte dei più piccoli vanno affrontati con tranquillità e capacità di ascoltare, senza ulteriori drammi.

Urla e capricci,
ecco come gestirli

Scoppi di rabbia e pianti improvvisi da parte dei più piccoli vanno affrontati con tranquillità e capacità di ascoltare, senza ulteriori drammi.

La varietà è ampia: si va dalla richiesta di togliere qualsiasi minuscolo pezzetto di verdura dal piatto alle scenate in mezzo alla corsia del supermercato, passando per i pianti incontrollati prima di andare in piscina e, perché no, anche dopo. Il portale di esperti dell’infanzia Uppa suggerisce, per prima cosa, di vedere i capricci dei bambini per quello che sono: un’immaturità nella regolazione delle emozioni da parte dei piccoli. Sotto la richiesta pretesa e urlata si nasconde spesso, se non addirittura sempre, un bisogno profondo che chiede ascolto e accoglienza. Ecco che il compito del genitore, per quanto spesso schiacciato dalla routine intensa della giornata, è quello di fermarsi e aiutare il bambino a esprimere la necessità latente, comunicata magari in maniera approssimativa tra i pianti e i rifiuti. In altre parole, sbloccare l’emozione inespressa. Ma come farlo in maniera efficace e, magari, rapida?

Innanzitutto, un bel respiro profondo. Insegnamenti o argomentazioni logiche devono essere posticipate a quando la tempesta emotiva si sarà placata. Si può invece tentare di cercare lo sguardo del piccolo, magari abbassandosi alla sua altezza. Un abbraccio e anche solo la presenza vicina possono contribuire a creare una zona sicura all’interno della quale il genitore può descrivere quello che è successo, aiutando il figlio a elaborare ciò che prova. L’approccio deve essere orientato a valorizzare tutto il ventaglio di emozioni, senza escludere quelle di segno negativo come tristezza, rabbia, paura e frustrazione. A essere più o meno accettabile è invece il profilo delle condotte messe in campo per dare corpo all’emotività. Sui comportamenti bisogna lavorare insieme al bambino che, con il tempo e con l’aiuto del genitore, imparerà a modularli e affinarli.

Prevenire i capricci è un’illusione? L’educatrice montessoriana Francesca Perica consiglia il metodo delle «Tre C», con la premessa che gli scatti improvvisi dei bambini non possono essere del tutto eliminati in quanto parte integrante della crescita. Chiarezza, coerenza e coinvolgimento: queste le tre parole magiche. In particolare, i «no» servono ma vanno detti chiaramente e sempre spiegati. Le regole e i limiti una volta dati, devono essere rispettati da entrambi i genitori e il bambino va riconosciuto, anche nelle scelte apparentemente minime, come persona a sé e pertanto le sue preferenze meritano di essere prese in considerazione, anche se non vengono sempre accolte. «I terribili due», lo si intuisce anche dall’ironica definizione, sono l’epoca per eccellenza dei capricci. Scatti d’ira improvvisi e insensate prese di posizione possono manifestarsi anche fino ai sei-sette anni, con un’incidenza sempre minore. Il metodo è sempre lo stesso: anche con i bambini più grandi funziona, in prospettiva, la creazione di uno spazio sicuro di ascolto più che l’elenco delle minacce e punizioni.

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