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Vita di un adolescente
con un cromosoma in più

Vita di un adolescente <br />con un cromosoma in più
La Trisomia 21 influenza poco l’adolescenza di Lapo rispetto ai suoi coetanei a sviluppo tipico: stessi sono gli interessi, i desideri, le passioni e i sogni. (©Avventuno)

Vita di un adolescente
con un cromosoma in più

La Trisomia 21 influenza poco l’adolescenza di Lapo rispetto ai suoi coetanei a sviluppo tipico: stessi sono gli interessi, i desideri, le passioni e i sogni. (©Avventuno)

Figli piccoli, problemi piccoli; figli grandi, problemi grandi: un detto che non è sempre vero e sicuramente non è applicabile a tutte le situazioni, in cui tuttavia ci si può riconoscere quando si è genitori di figli che si approcciano all’adolescenza. È il periodo del distacco, in quanto a identità, dai genitori: la ricerca di sé passa anche attraverso la necessità di trovare un equilibrio familiare tra la vicinanza e la lontananza, tra l’autonomia e il supporto, tra il sé e gli altri. Tutto questo avviene, forse sorprendentemente, anche in situazioni in cui si potrebbe pensare che le priorità siano altre.

«A me piace la vita. Passo il mio tempo libero a suonare la chitarra e la batteria, ad ascoltare la musica, a giocare al computer, a vedere video su youtube... Non vedo l’ora di andare a vivere da solo o con la mia fidanzata. Mi dispiace lasciare la mamma a casa, ma la vita mi piace tanto. Va così... diventerò un ‘influecer’ e guadagnerò abbastanza per comprare tutti gli ‘outfit’ che mi piacciono, andare in discoteca, viaggiare...».

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Così descrive Lapo, 13enne con la sindrome di Down, la sua vita, le sue passioni e i suoi sogni per il futuro. «Vado a scuola volentieri, lì sto con i miei amici e con la ragazza che mi piace. Adoro i suoi occhi, è una ragazza gentile, profuma di buono e porta le magliette corte! L’amicizia per me è una cosa importante, ho un amico con cui mi messaggio e mi confido. Anche con i nonni parlo di tutto e amo passare il tempo con loro.»

La sindrome di Down, che caratterizza circa 1 nascita su 700, porta generalmente con sé alcune difficoltà di linguaggio e cognitive. I progressi medici hanno aumentato rapidamente l’aspettativa di vita da 12 anni nel 1949 fino agli attuali 60 e oltre, permettendo alla società di riflettere sull’adolescenza, sulla vita adulta e sull’invecchiamento delle persone con sindrome di Down. Sui loro sogni e sulla loro possibilità di scegliere chi vogliono essere da grandi. I dati del Prof. Skotko, in una sua ricerca del 2011 («Self perceptions of people with Down Syndrome»), ci dicono che le persone adulte con sindrome di Down sono felici della propria vita (98% degli intervistati) e soddisfatte del proprio aspetto fisico (97%), che vogliono lavorare, avere degli amici e, perché no, vivere in coppia.

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È forse presto per dire chi sarà da grande Lapo, così come sarebbe presto per fare previsioni per molti 13enni senza disabilità. Oggi frequenta una scuola media regolare con adattamenti e facilitazioni al programma secondo le sue capacità, ma al di là degli aspetti accademici la Trisomia 21 influenza poco la sua adolescenza, rispetto ai suoi coetanei a sviluppo tipico. Stessi sono gli interessi, i desideri, le passioni e i sogni: anche se raggiungerli potrebbe a volte costare un pochino più di impegno, i risultati saranno compensati da altrettanta soddisfazione.

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