Dal gin all’amaro

Bisbino bio, il successo del km zero

Bisbino bio, il successo del km zero
La squadra del Bisbino bio: da sin. Carolina Valsangiacomo, Damiano Merzari. Rupen Nacaroglu, Martino Mombelli e Giona Meyer.

Bisbino bio, il successo del km zero

La squadra del Bisbino bio: da sin. Carolina Valsangiacomo, Damiano Merzari. Rupen Nacaroglu, Martino Mombelli e Giona Meyer.

Entusiasmo, passione, intuito e competenza: è su questo capitale che quattro giovani imprenditori ticinesi, Martino Mombelli, Giona Meyer, Rupen Nacaroglu e Damiano Merzari, nel 2016 decisero di dar vita al primo gin ticinese. Hanno scelto Sagno e le montagne della Valle di Muggio come loro casa e come punto di riferimento della loro iniziativa, aprendo una società, la Bisbino Sagl, che nel 2019 ha accolto un nuovo socio nella persona di Carolina Valsangiacomo. E al gin si sono poi aggiunti nuovi prodotti, tutti profondamente legati al territorio, bevande naturali e certificate biologiche, che nascono grazie al meticoloso lavoro di Martino Mombelli, il quale sui suggestivi giardini storici di Sagno coltiva le erbe, le radici e le infiorescenze alla base dei prodotti della Bisbino.

Ne parliamo in questa intervista con l’avv. Rupen Nacaroglu.

Tutto parte dal gin e l’iniziativa negli anni si è allargata. Perché il gin – che non è propriamente imparentato col Ticino – come pietra miliare e non un altro prodotto alcolico?
«La nostra avventura imprenditoriale parte da un’idea semplice ma molto passionale legata alla degustazione di Gin artigianali. Entrare in contatto con giovani produttori di distillati provenienti da tutta la Svizzera ci aveva sicuramente ispirato e l’idea di realizzare il primissimo gin ticinese era fonte di grande motivazione e di entusiasmo».

Puntate molto sul biologico, la sostenibilità e il km zero. Si tratta di una scelta dettata da una profonda convinzione o di un buon espediente di marketing?

«Sicuramente la convinzione di Martino Mombelli nella produzione sostenibile e nella certificazione bio dei prodotti è stata uno dei motori trainanti alla base del nostro progetto. Martino aveva lavorato, già in passato, con la certificazione bio anche per il suo birrificio artigianale Terra Matta. È ovvio che col passare del tempo la certificazione bio è diventata anche un importante veicolo di marketing, considerata la qualità della produzione che ne deriva. La forza e la particolarità della nostra azienda é anche quella di gestire direttamente una piccola filiera agricola, in modo da avere sempre più materie prime biologiche coltivate da noi».

Cosa significa per voi chilometro zero? Che tipo di rete avete instaurato coi vostri fornitori/collaboratori?

«La collaborazione con importanti attori del territorio è stata una necessità: la produzione del primo gin ticinese era una folle scommessa che Bisbino Sagl non avrebbe potuto affrontare serenamente con degli investimenti iniziali strutturali importanti. Per questo ci siamo appoggiati a esperti del settore già presenti sul territorio. Grazie a queste sinergie tutti coloro che erano coinvolti hanno sostenuto, con energia, la riuscita del progetto».

Quali sono le difficoltà, se ve ne sono, che incontrate a reperire sul mercato locale gli ingredienti necessari per la produzione?

«Il biologico è un settore in forte espansione e i suoi prodotti sempre più ricercati: da parte nostra è necessario scegliere con attenzione i fornitori e pianificare con largo anticipo i rifornimenti. Per tutte le erbe, fiori, frutti e radici che non riusciamo a produrre direttamente ci appoggiamo a un fornitore ticinese storico e collaboriamo con realtà attive nel settore».

Il vostro prodotto deve piacere al pubblico e trattandosi di bevande che hanno un gusto, un profumo, un colore, chi prende la responsabilità di determinarne il carattere?

«Solitamente questa è la parte più ludica e divertente della nostra avventura imprenditoriale. In qualità di responsabile della produzione il ruolo di Martino risulta il più importante ma le sensibilità di tutti, soprattutto di Giona Meyer responsabile commerciale, contano. Siamo anche molto attenti alla grafica e alla presentazione dei nostri prodotti e il nostro responsabile Damiano Merzari è bravissimo a dar loro un’identità precisa».

Quali sviluppi futuri può attendersi la vostra clientela?

«I nostri progetti si sono arrestati bruscamente in questo 2020. Ci siamo re-inventati per implementare un e-shop con consegna in tutta la Svizzera. L’assenza di eventi e la crisi della ristorazione ci hanno colpito duramente. Quando ritroveremo la normalità vogliamo sviluppare la parte agricola per proporre nuovi prodotti già dal 2021. Vogliamo allargare la nostra gamma per poter presentarci sul mercato nazionale con maggior forza e credibilità».

Bisbino bio, il successo del km zero
Sapori delicati di erbe e radici

Bisbino gin

Bisbino bio, il successo del km zero

In versione classica oppure Ginger Dry con note di zenzero, il gin della bisbino saprà sedurre gli appassionati di questa bevanda alcolica. Il classico ha un sapore erbaceo e aromi agrumati, è fresco e delicato. Il Ginger è più secco, morbido e speziato.

Amaro generoso

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Generoso di nome e di fatto questo amaro coniugato anche in versione «riserva» che rilascia una paletta di aromi delicati che tendono però evidentemente all’amaro, ma anche al caramellato. La «riserva» ha virtù digestive più pronunciate.

Birra matta

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Una birra bionda biologica non filtrata a moderata gradazione alcolica. La ricetta originale, a base di malto e luppolo biologico, le conferisce note pulite e morbide, dolci e leggermente fruttate, rendendola adatta ad ogni stagione.

Barbaro, l’aperitivo

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Un bitter originale prodotto in maniera naturale solo con erbe, fiori, frutti e radici coltivate in modo biologico. Barbaro è un aperitivo fresco, dal gusto deciso grazie all’intensità del rabarbaro e alle delicate note agrumate delle scorze d’arancia.

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