ENOTURISMO

La nuova cantina del Castello di Morcote

La nuova cantina del Castello di Morcote

La nuova cantina del Castello di Morcote

La nuova cantina del Castello di Morcote
Una veduta della Tenuta con la nuova cantina in primo piano.

La nuova cantina del Castello di Morcote

Una veduta della Tenuta con la nuova cantina in primo piano.

La nuova cantina del Castello di Morcote

La nuova cantina del Castello di Morcote

La nuova cantina del Castello di Morcote
Gaby Gianini, proprietaria della Tenuta Castello di Morcote

La nuova cantina del Castello di Morcote

Gaby Gianini, proprietaria della Tenuta Castello di Morcote

La nuova cantina del Castello di Morcote

La nuova cantina del Castello di Morcote

Una nuova cantina concepita all’insegna della sostenibilità è l’ultimo tocco di classe che va ad impreziosire la Tenuta Castello di Morcote, autentico gioiello che sorge sulle terrazze a strapiombo sul lago Ceresio, nel paesaggio spettacolare del promontorio dell’Arbostora.

Quando si varca il cancello dell’azienda si entra in mondo che richiama ambientazioni lontane, tenute vitivinicole di grandi proporzioni, come se ne trovano in Francia o in Italia. Ecco, la nostra Toscana, il nostro Piemonte, possiamo ben dire di averlo qui sull’uscio di casa, dove la cura dei vigneti è estrema e i vini prodotti non temono il confronto con le etichette più blasonate del mercato.

La nuova cantina del Castello di Morcote

Di più: qui si respira anche la storia, perché al di là della presenza del castello - costruito dai Duchi di Milano nel XV secolo - la tenuta prima di passare nelle mani della famiglia Gianini (la comprò il nonno dell’attuale proprietaria nel 1939) era appartenuta a Giorgio Paleari, agronomo e direttore dell’Istituto agrario di Mezzana, uno dei fautori dell’introduzione del Merlot in Ticino, che proprio qui impiantò negli anni ’30 le prime barbatelle del vitigno che avrebbe salvato la viticoltura ticinese flagellata dalla filossera.

“Nonno Massimo raggruppò 150 ettari di terra in questo contesto paesaggistico unico” afferma Gaby Gianini, che rappresenta la terza generazione della famiglia e ha raccolto con competenza e orgoglio un’importante eredità, che intende proiettare nel futuro sposando una visione moderna e rispettosa dell’ambiente.

In questo contesto nasce così la nuova cantina – nel luogo dove sorgeva l’antico centro agricolo - alimentata interamente ad energia solare. Qui tutta la gestione è biologica certificata e da poco anche biodinamica. Utilizzando le tecnologie più all’avanguardia, le uve (la parte destinata a vigneto sul promontorio del castello ha una superficie di 7 ettari, l’azienda coltiva però vigna anche nel Mendrisiotto per un totale di 13 ha) vengono vinificate nel modo più naturale possibile, riuscendo così a fondere insieme innovazione e riti ancestrali.

Pionieri in Ticino già da quasi dieci anni nell’abbandono della chimica in vigna, l’obiettivo della Tenuta Castello di Morcote è di diventare un riferimento nel panorama vitivinicolo svizzero, abbracciando la scelta della sostenibilità e del rispetto della terra.

La nuova cantina del Castello di Morcote

La nuova cantina vuole diventare luogo di accoglienza aperto all’enoturismo di alta qualità, in grado di competere anche con realtà internazionali e un luogo dove poter vivere un’esperienza diretta e autentica del fare vino, a contatto con la natura e la terra.

Gaby Gianini, a destra, con le enologhe Emilie Gerbex (a sin.) e Benedetta Molteni
Gaby Gianini, a destra, con le enologhe Emilie Gerbex (a sin.) e Benedetta Molteni

È interessante notare che in questo angolo di Ticino la figura femminile gioca un ruolo di primo piano: ad affiancare la proprietaria Gaby Gianini ci sono infatti due giovani enologhe, Emilie Gerbex e Benedetta Molteni, che curano la produzione di bottiglie di pregio come il Castello di Morcote (bianco e rosso), il Fuoco, il Bianca Maria e altre, privilegiando la varietà Merlot, ma anche Cabernet Franc, Chardonnay e Sauvignon blanc.

La nuova cantina del Castello di Morcote

“Lo stile dei nostri vini si contraddistingue per la ricerca di armonia ed equilibrio. Il nostro obiettivo è creare vini eleganti, longevi, che sappiano parlare dei terroir da cui provengono” afferma Gaby Gianini.

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