In famiglia

Le feste in famiglia
passano dai fornelli

Le feste in famiglia <br />passano dai fornelli
Stare in famiglia è un bel momento di condivisione e permette di assaporare ancora meglio la festa dedicata ai papà

Le feste in famiglia
passano dai fornelli

Stare in famiglia è un bel momento di condivisione e permette di assaporare ancora meglio la festa dedicata ai papà

Prima ne arriva una, e ad undici giorni di distanza, l’altra. Prima le donne, poi i papà. Prima le mimose, poi i tortelli di San Giuseppe. Due giornate di festa che, chi più e chi meno, tutti noi riconosciamo come momenti speciali.
Vogliamo partire dalla Festa delle donne? Un trionfo di cioccolatini che spuntano in ogni vetrina, cuori «rosso Valentino» carichi di sentimento ad ogni angolo, e mimose ovunque. Fiore simbolo di una Festa che ha origini sociali e politiche importanti: una giornata fortemente voluta per ricordare le conquiste che le donne hanno dovuto guadagnarsi all’interno della società, tra cui il diritto di voto e le pari opportunità.
E la mimosa, perché ne è diventato il simbolo? A quanto pare è un’usanza nata in Italia, in primis perché è una tra le poche piante che fiorisce a marzo, inoltre è economica e dunque alla portata di tutti. E dai campi alla cucina è davvero un attimo, così l’8 marzo la torta che ricorda questo fiore viene creata e sfornata in quasi tutte le pasticcerie. Occasione davvero ghiotta per mariti, figli, amici e fidanzati che possono tranquillamente comprarne una portando a casa un pezzo di felicità alla festeggiata.

L’alternativa un pochino meno comoda? Prepararla a casa. Ci vuole un po’ di dimestichezza in cucina, ma gli ingredienti sono semplici ed il risultato darà certamente grande soddisfazione. In fin dei conti si parla essenzialmente di un pan di Spagna, una bagna (volendo anche analcolica se la mangiano pure i più piccini) e tanta crema pasticciera. Le tempistiche? Ritagliatevi un’oretta o, se la preparate con i vostri bimbi, forse un pochino di più.
Cucinare con i propri pargoli è sempre un’esperienza arricchente, ed anche loro certamente ameranno creare qualcosa con le proprie manine. Inoltre, potendo provare in prima persona le varie consistenze ed i vari sapori, li porterete in una grande avventura sensoriale. Avventura che voi invece vivrete quando dovrete ripulire la cucina, ma questa è tutta un’altra storia.
E poi? Poi le mimose appassiranno e le torte che avrete sfornato, o acquistato, saranno scomparse da giorni: è arrivato il turno dei papà.
Riconosciuta, in diversi paesi cattolici, come la Festa di San Giuseppe (padre “adottivo” di Gesù), viene festeggiata il 19 marzo.

I tortelli di San Giuseppe
Simbolo gastronomico per eccellenza? I tortelli. Protagonisti nelle sagre di paese e nelle vetrine delle pasticcerie, questi piccoli dolci fritti sono davvero un peccato di gola ai quali cedere senza troppi sensi di colpa. Con o senza ripieno, sono sempre apprezzati ed un assaggio è praticamente obbligatorio, in onore di tutti i papà. Anche in questo caso, realizzarli in casa non è troppo complicato, con la differenza che al posto del forno dovrete usare una padella capiente per friggere o, se la possedete, una friggitrice. Prepararli con i bimbi diventa forse un po’ più complicato ed un tantino pericoloso a causa dell’olio bollente. Però, se darete loro unicamente il compito di farcirli con la crema, possiamo dare il nulla osta anche alla preparazione dei tortelli di San Giuseppe in famiglia.

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