La ricetta

Oggi «trasformiamo»
gli anacardi

Oggi «trasformiamo» <br />gli anacardi

Oggi «trasformiamo»
gli anacardi

Oggi «trasformiamo» <br />gli anacardi

Oggi «trasformiamo»
gli anacardi

A pensarci mi vergogno quasi un po’. Ma c’è un’attenuante che mi salva. Anzi due: la prima, avevo solo qualche anno di vita. La seconda: il bottino era troppo buono per resistervi. Dunque, ecco a voi un altro pezzo della mia infanzia che non è assolutamente trascurabile: il pappagallo di mia nonna. Sì, mia nonna aveva un pappagallo. Il classico pappagallo da film: verde, con qualche ciuffetto giallo e rosso. Si chiamava Cocco, e credetemi se vi dico che faceva parte, a pieno titolo, delle attrazioni del lungolago di Brissago. Le piante mediterranee, la vista sulle isole, e Cocco. In estate soggiornava beato sul terrazzo di mia nonna, circondato da una miriade di fiori e completamente vista lago. Praticamente pieds dans l’eau. Viziato. Amava unicamente mia nonna, mia sorella ed io immagino fossimo solo un elemento di disturbo nelle sue giornate di ozio totale. Fatto sta che all’avvistamento di ogni passante si lanciava in un “Buuuuongioooorno”, con grande meraviglia di turisti e affini che alzavano la testa sbalorditi. Il suo repertorio finiva più o meno li, con l’aggiunta di un qualche “cooooocoooritoooo” e poco più. Ma col “buongiorno” aveva già vinto, il pennuto.

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Ma arriviamo al dunque. Mia nonna gli dava ciotole colme di semi e, attenzione, anacardi. Che la sottoscritta curava a vista. E così, mi posizionavo sotto la sua gabbia e quando era distratto infilavo la manina e gli sottraevo parte del pasto. Ho rischiato vari agguati, e qualche beccata me la sono pure presa. Con grande disappunto di mia nonna che, ovviamente, difendeva il pasto del suo prediletto. Caro Cocco, ti ricordo bene quando te ne stavi fieramente appollaiato sulla spalla di mia nonna, e ricordo pure le occhiate severe che mi lanciavi, innamorato come eri di lei. In un certo modo, però, ci siamo voluti comunque bene...uniti dalla passione per gli anacardi.

Difficoltà: facile

Tempo di preparazione: 5 minuti

Tempo di ammollo: minimo 6 ore

IIngredienti (per un litro di latte)

100 grammi di anacardi ( meglio se biologici)

2 cucchiai di sciroppo d’acero

1 cucchiaino di polvere di vaniglia

1/2 cucchiaino di sale dell’Himalaya

Procedimento

Mettete gli anacardi ammollo in acqua fresca per almeno 6 ore, meglio ancora per tutta la notte (in frigorifero). Sciacquateli bene, e metteteli in un frullatore potente assieme a 6 dl di acqua, la vaniglia, lo sciroppo d’acero e il sale dell’Himalaya. Frullate 2 volte per 30/40 secondi. Trasferite il latte in una bottiglia di vetro e aggiungete ancora 2-3 dl di acqua. Chiudete bene la bottiglia e agitatela bene. Se volete un latte più ricco e cremoso, aggiungete meno acqua.
Agitate sempre bene la bottiglia prima di consumarlo. Si conserva in frigorifero per 3-4 giorni.
NB: lo si può mangiare assieme ai cereali, nel caffè, o per preparare dolci. Se invece volete un latte più neutro da utilizzare in preparazioni salate, ad esempio per una zuppa di verdure e pollo al curry o per affinare delle vellutate, non mettete la vaniglia e nemmeno lo sciroppo d’acero.

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