Alla Scuola superiore alberghiera

Scambio di esperienze
fra Ticino e Trentino

Scambio di esperienze <br />fra Ticino e Trentino
Pronti per il servizio in sala! @nicolacantamessi

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Pronti per il servizio in sala! @nicolacantamessi

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Bellinzona - «Sensi, sapori di terra e mare» era il tema di una cena di gala promossa dalla Scuola specializzata superiore alberghiera e del turismo (SSSAT) di Bellinzona al ristorante Castelgrande della Capitale. Non una cena qualsiasi, bensì un bell’esercizio che ha avuto per protagonisti i giovani dell’Istituto di alta formazione professionale di Rovereto e Levico Terme (Trentino).

Sono ormai cinque anni che le due scuole organizzano dei momentî di scambio: nel 2020 per esempio, sono stati i giovani allievi del Trentino a venire per primi in Ticino e la loro visita sarà ricambiata in maggio dalla delegazione ticinese. «Si tratta di esperienze molto arricchenti su diversi piani, quello professionale, ma anche quello della conoscenza reciproca personale e del territorio» dice Charles Barras, direttore della scuola ticinese.

Gli allievi ascoltano le ultime raccomandazioni dei docenti prima di scatenarsi ai fornelli. @nicolacantamessi
Gli allievi ascoltano le ultime raccomandazioni dei docenti prima di scatenarsi ai fornelli. @nicolacantamessi

Siamo entrati in cucina e c’era parecchio fermento tra i giovani chef, attenti a non deludere i partecipanti alla cena e a mettere a punto le cinque portare del menù, che sono seguite ad un aperitivo durante il quale sono state servite specialità della terra d’origine degli allievi italiani.

Nel menù, figuravano darnetta di trota scottata su crema di melanzana affumicata e sesamo nero; cubo di salmone su crema di piselli e porcini; risotto carnaroli mantecato all’arancia, acciughe e salmerino al caffé, rotolo di pollo in farcia di gamberi, spinacini all’olio evo e purea di patate al sentore di lime e un dessert, semifreddo, chiamato «magico tramonto». Il tutto innaffiato da vini non solo di provenienza trentina e questo a giudizio di chi scrive è forse un peccato, considerando la varietà e la qualità della produzione vitivinicola della zona.

Quanto alla cucina, nulla da ridire sui ritmi che hanno sostenuto le portate, mentre qualche dettaglio riferito agli abbinamenti forse un po’ troppo ricercati, potrebbe essere rivisto. Ma era giusto tenere alta l’asticella delle ambizioni e tuffarsi in un esercizio che certamente sarà servito a maturare l’esperienza indispensabile per affrontare da... grandi le sfide professionali che attendono la categoria.

E il Ticino cosa porterà in Trentino? «Non pretendiamo di rivaleggiare con loro a livello tecnico, anche perché la nostra scuola ha finalità differenti. Loro preparano gli chef e i «maître» di domani, noi soprattutto quadri intermedi dell’albergheria» chiosa Charles Barras (visualizza il video).

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