Ai fornelli

Un altro riconoscimento
per Domenico Ruberto

Un altro riconoscimento <br />per Domenico Ruberto
Domenico Ruberto, a sin., con il delegato dell’Accademia per la Svizzera Italiana Emilio Casati.

Un altro riconoscimento
per Domenico Ruberto

Domenico Ruberto, a sin., con il delegato dell’Accademia per la Svizzera Italiana Emilio Casati.

Un altro riconoscimento <br />per Domenico Ruberto
Casati e il Console Gabriele Meucci

Un altro riconoscimento
per Domenico Ruberto

Casati e il Console Gabriele Meucci

Non finiscono più i riconoscimenti per l’executive chef Domenico Ruberto del ristorante I Due Sud presso l’Hotel Splendide Royal di Lugano: dopo aver conquistato la stella Michelin e aver raggiunto 16 punti della guida Gault&Millau, martedì 7 dicembre è stata l’Accademia Italiana della Cucina ad attribuirgli un riconoscimento, il premio Giovanni Nuvoletti 2021. Intitolato allo scomparso presidente “rifondatore” dell’Accademia Giovanni Nuvoletti Perdomini, il premio è riservato alla persona, ristoratore, o all’organizzazione che abbia contribuito in modo significativo alla conservazione, conoscenza e valorizzazione della buona tavola tradizionale del proprio territorio.

Nel menù della serata, fegato d’oca speziato, misticanza al lampone e pan brioche.
Nel menù della serata, fegato d’oca speziato, misticanza al lampone e pan brioche.

Alla presenza del Console generale d’Italia a Lugano Gabriele Meucci e del Consigliere di stato Norman Gobbi, la cerimonia si è svolta nel corso di una cena di gala nelle eleganti sale dell’hotel Splendide Royal che, una volta di più, ha messo in risalto le doti dello chef Domenico Ruberto, classe 1986, di origini calabresi, ma da anni residente a Lugano.

Anche il Consigliere di stato Norman Gobbi era presente alla serata tenutasi allo Splendide Royal.
Anche il Consigliere di stato Norman Gobbi era presente alla serata tenutasi allo Splendide Royal.

A fare gli onori di casa il Delegato dell’Accademia della Svizzera Italiana Emilio Casati, che ha personalmente premiato lo chef stellato.

«Oggi tutto scorre velocemente, ma il vero segreto in cucina è voltarsi indietro e guardare al passato» afferma lo chef Ruberto, che nel suo locale si propone di trovare un punto comune tra la cucina del nostro territorio, il Sud della Svizzera, e quella della sua terra d’origine, al Sud dell’Italia.

Plin di cappone, parmigiano reggiano e il suo consommé ristretto.
Plin di cappone, parmigiano reggiano e il suo consommé ristretto.

«Quando sono ai fornelli – afferma Domenico – sento di poter comunicare senza limiti. In ogni piatto che cucino, metto tutta la mia passione e volontà. Nella vita, ognuno di noi ha un obiettivo, il mio è quello di trasmettere emozioni attraverso le mie creazioni».

Creazioni per le quali è necessaria una profonda conoscenza del territorio, che serve da ponte per andare alla ricerca di materie prime di grande qualità, perché il successo in cucina, ama ripetere lo chef, dipende non solo dalla tecnica, ma proprio dalla qualità della materia prima che viene utilizzata.

La sua formazione è figlia di diverse esperienze nelle cucine di alcuni dei più importanti chef del panorama ristorativo internazionale, tra cui l’indimenticato Benoît Violier, presso il pluristellato ristorante Hôtel de Ville a Crissier, e Antonino Cannavacciuolo della prestigiosa Villa Crespi sul Lago d’Orta.

Cinzia Stuppia, qui col delegato Emilio Casati, ha raccontato in maniera brillante l’avventura centenaria della Giglia SA che attualmente dirige.
Cinzia Stuppia, qui col delegato Emilio Casati, ha raccontato in maniera brillante l’avventura centenaria della Giglia SA che attualmente dirige.

L’ultima riunione conviviale della Delegazione della Svizzera Italiana è stata anche l’occasione per accogliere alcuni nuovi membri (tra i quali il Console Gabriele Meucci) e per celebrare il centenario dell’azienda Giglia SA di Lugano, produttrice di pregiati marrons glacés e cioccolati. A parlarne la titolare, Cinzia Stuppia.

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