In cantina

Viviana e Dario, “rookie”
di Gault&Millau 2021

Viviana e Dario, “rookie” <br />di Gault&amp;Millau 2021
I titolari della cantina Castello di Cantone, Viviana Pasta e Dario Pistarà, «Rookie 2021» per Gault&Millau.

Viviana e Dario, “rookie”
di Gault&Millau 2021

I titolari della cantina Castello di Cantone, Viviana Pasta e Dario Pistarà, «Rookie 2021» per Gault&Millau.

Viviana e Dario, “rookie” <br />di Gault&amp;Millau 2021

Viviana e Dario, “rookie”
di Gault&Millau 2021

Impegno, passione e talento: un cocktail necessario per riscuotere consensi e riconoscimenti. La guida Gault&Millau conferisce regolarmente il titolo di “Rookies dell’anno” scegliendo i migliori giovani viticoltori della Svizzera, con un’attenzione particolare al Ticino. Nel 2021 uno dei premi (7 in totale in Svizzera) è stato assegnato a Viviana Pasta e Dario Pistarà, titolari dell’azienda Castello di Cantone a Capolago.

Passando dall’autostrada, poco lontano dallo svincolo di Mendrisio, è difficile che lo sguardo non colga la presenza di quello che possiamo ormai definire uno storico vigneto (è stato impiantato nel 1990) ai piedi del monte Sangiorgio. Sei ettari di vigna, ai quali se ne aggiungono altri quattro altrove, curati a partire dal 2014 da Viviana e Dario, uniti da una storia d’amore e dalla passione per il vino, che hanno studiato insieme a Milano e a Bordeaux.
«Il riconoscimento di Gault&Millau ci è giunto inaspettato e per questo ancora più gradito» afferma Viviana Pasta. «Noi ci impegniamo a fare i vini che ci piacciono, nella maniera che ci hanno insegnato e stando attenti a valorizzare al massimo quello che il nostro territorio ci permette di coltivare e trasformare mantenendo le sue capacità espressive. È bello che il nostro lavoro non sia passato inosservato lontano dal Ticino, che il nostro cantone non sia rinomato soltanto per la capacità dei suoi abitanti di far festa. Questo premio è uno stimolo a voler migliorare sempre di più».
Produrre vini di alta qualità è il primo obiettivo della tenuta Castello di Cantone, che volentieri fa uso dell’appassimento delle uve.
«Si tratta di un metodo unico che da sempre caratterizza la produzione di grandi vini. La Valpolicella e la Valtellina utilizzano questa tecnica per la produzione di vini di grande carattere e struttura. La scelta di far appassire il Merlot è stata dettata dalla volontà di produrre un grande vino che, pur mantenendo l’eleganza che lo contraddistingue, riesca ad acquisire sostanza, struttura e morbidezza capaci di renderlo unico nel suo genere» afferma ancora Viviana.

Viviana e Dario, “rookie” <br />di Gault&amp;Millau 2021

Con questa metodologia di lavoro, nascono grandi Merlot come il Castello di Cantone o Cabernet Franc di spessore, eleganti e concentrati, come l’Ungulus, mentre gli amanti degli assemblaggi impazziranno per il Negromante, prodotto con tre vitigni francesi, oltre al Merlot anche Syrah e Cabernet Franc.
Ma la cantina di Viviana e Dario non lascerà deluso proprio nessuno: col Galanthus gli amanti del bianco ottenuto con uve Merlot potranno apprezzare la finezza di un vino delicato ed elegante, mentre anche a livello di bollicine l’eccellenza è di casa, con un blanc de blanc ottenuto da uve Chardonnay che è maturato sui lieviti per ben 36 mesi e quando lo ritroviamo nel calice sviluppa un perlage finissimo e aromi delicati, nei quali ritroviamo note intense di pesca, agrumi e crosta di pane, un gusto morbido e persistente che delizia il palato. 

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