Donald Trump perdona tutti, ma non Joe Exotic

Il caso

Joseph Maldonado-Passage, divenuto celebre per la serie televisiva di Netflix «Tiger King», aveva chiesto la grazia lo scorso settembre con una lettera a mano: il presidente uscente però ha ignorato la richiesta

Donald Trump perdona tutti, ma non Joe Exotic
© AP Photo/Sue Ogrocki

Donald Trump perdona tutti, ma non Joe Exotic

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«Perdono, perdono, perdono» cantava Caterina Caselli. Detto, fatto. Al passo d’addio, il presidente uscente degli Stati Uniti Donald Trump ha concesso la grazia a settantatré persone. Tante, tantissime. Una in particolare, però, non era fra loro. Ci riferiamo a Joseph Maldonado-Passage, noto come Joe Exotic. Un personaggio reso celebre dalla serie di Netflix Tiger King.

Ex proprietario del Greater Wynnewood Animal Park, nel 2018 Exotic era stato incriminato da un grand jury federale con due capi d’accusa di omicidio su commissione. Una persona, dopo aver ricevuto 3.000 dollari da Maldonado-Passage, aveva viaggiato dall’Oklahoma alla Florida con un unico obiettivo: uccidere l’attivista e animalista Carole Baskin. «E avrebbe accettato di pagare migliaia di dollari in più ad omicidio avvenuto» aveva dichiarato l’ufficio del procuratore del distretto occidentale dell’Oklahoma.

Quel killer dell’FBI

Maldonado-Passage si era beccato anche diciannove capi d’accusa legati alla fauna selvatica. Fra le altre cose, nel suo parco per grandi falini aveva violato l’Endangered Species Act e il Lacey Act. Per dire: sparò e uccise cinque tigri nel 2017 per fare spazio ad altri felini, vendette cuccioli di tigre per raccogliere fondi. Di più, aveva falsificato documenti di tigri, leoni e altri animali. Joe Exotic, volendo rimanere nel personaggio, aveva assunto un agente dell’FBI sotto copertura pensando fosse un sicario. Dicendogli, testuale, che avrebbe venduto «un mucchio di tigri».

L’obiettivo di Exotic, appunto, era Carole Baskin. Un’attivista parecchio critica verso il parco di Maldonado-Passage, in Oklahoma, soprattutto per il trattamento che veniva riservato ai felini. La difesa ha sempre sostenuto che l’istrionico personaggio è stato incastrato. E che, in realtà, non avrebbe mai voluto la morte di Baskin. Nel 2019, però, l’oramai ex proprietario del Greater Wynnewood Animal Park è stato giudicato colpevole. Per tutti i capi d’accusa. E alla fine è stato condannato a ventidue anni di carcere: diciotto per le due condanne di omicidio e quattro per le violazioni alle leggi sulla fauna selvatica.

La missiva

Immediatamente dopo la condanna, Netflix aveva annunciato una docuserie incentrata su Exotic. Uscita nel marzo 2020, ha riscosso un discreto successo tant’è che sceneggiatori e produttori starebbero pensando ad una seconda stagione. Maldonado-Passage aveva riguadagnato i titoli dei giornali lo scorso settembre, quando tramite una lettera scritta a mano aveva appunto chiesto la grazia a Donald Trump, «perché tu ti batti per quello in cui credi, indipendentemente da quello che pensano gli altri» si può leggere nella missiva. E ancora: «Permettimi di renderti orgoglioso, di rendere orgogliosa l’America, di rendere orgoglioso il mondo. Sii il mio eroe, per favore». Exotic e il suo team di legali erano piuttosto ottimisti al riguardo: martedì pomeriggio, addirittura, era stata prenotata una limousine per raccogliere l’ex re dei felini davanti alla prigione di Tarrant County.

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