El Chapo violentava le 13enni, «sono le mie vitamine»

L’accusa

Dettagli choc emergono dal processo di droga in corso a New York contro il «re della cocaina»

El Chapo violentava le 13enni, «sono le mie vitamine»
Keystone.

El Chapo violentava le 13enni, «sono le mie vitamine»

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NEW YORK - Le drogava e le violentava: più erano giovani più erano «vitamine» per la sua vita. Dettagli choc emergono dal processo di droga in corso a New York, quello ai danni di El Chapo, il re della cocaina a capo di un impero da 14 miliardi di dollari.

Oltre ad aver stuprato una delle sue amanti, Joaquin Guzman Loera - il vero nome di El Chapo - violentava di routine ragazze giovanissime, anche di 13 anni, e talvolta le drogava prima con «sostanze in polvere». Una donna conosciuta ‘Comadre Maria’ sottoponeva periodicamente a Guzman foto di ragazze selezionate appositamente per lui: per un costo di 5’000 dollari, le giovanissime prescelte da El Chapo venivano trasferite sulle montagne della Sierra Madre, dove il boss viveva, e stuprate dal boss del narcotraffico e dai suoi uomini. ‘Comadre Maria’ sarebbe stata anche l’intermediaria per il presunto pagamento da 100 milioni di dollari da El Chapo all’ex presidente del Messico, Enrique Peña Nieto.

I dettagli choc arrivano mentre la giuria si appresta, a partire da domani, a riunirsi per iniziare a deliberare al termine di un processo durato 10 settimane, in cui El Chapo ha parlato in una sola occasione. «Non testimonierò. Mi hanno consigliato questo, e io sono d’accordo», ha detto. La sua difesa in tribunale è stata incentrata nel dipingere Ismael ‘El Mayo’ Zambada - il suo partner nel Cartello di Sinaloa - come il vero cattivo mentre El Chapo era dipinto come un esponente di basso livello. L’unica altra occasione in cui il re della droga ha manifestato emozioni è stato l’ingresso nell’aula di tribunale di Alejandro Edda, l’attore che lo interpreta nella serie Narcos di Netflix. Lo ha salutato e gli ha sorriso con un’espressione soddisfatta: il sogno del cassetto di El Chapo è da sempre quello di un film sulla sua vita e aveva incontrato, perseguendo questo obiettivo, Sean Penn.

Dopo 25 anni vissuti nell’ombra e non una ma due fughe storiche da carceri messicane, El Chapo attende ora la sua sentenza. Contro di lui sono stati mossi 10 capi d’accusa, dal traffico droga al riciclaggio di denaro passando per il possesso illegale di armi. Il suo impero - secondo l’intelligence - è già passato di mano con il fratello e il cognato che ne hanno preso il comando nel segno della continuità.

Accanto al re della droga, nonostante le amanti e gli stupri, la moglie: non ha perso neanche un’udienza in tribunale. Nel giorno della testimonianza di una delle amanti del re della droga, El Chapo e sua moglie si sono presentati in aula vestiti esattamente dello stesso colore, mostrandosi uniti. «Lo ammiro come l’essere umano che ho incontrato e sposato», ha detto di recente Emma Coronel Aispuro, la moglie di El Chapo, in una intervista al New York Times, descrivendo il boss un padre «molto presente per le loro figlie: si adorano».

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