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VINI & LIBRI

Per Miles Davis un’ariosa vendemmia tardiva, poi si va a Marrakech col rosé di Maison Théophile

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Concentrazione di zuccheri, dunque inferiore acidità, sapore intenso, cremoso, opulento: succede quando si lasciano appassire i grappoli sulla pianta. I vini prodotti grazie a vendange tardive sono una specialità dell’Alsazia. Ci vuole un tiepido sole autunnale senza eccessivi sbalzi di temperatura, e serve un po’ di muffa nobile priva però della ferale muffa grigia, che invece svilirebbe il raccolto procurando tragici sentori di champignon de Paris. Insomma, vi stiamo consigliando di accompagnare la lettura di Miles Davis, il quintetto perduto e altre rivoluzioni di Bob Gluck con una bottiglia di riesling alsaziano vendemmia tardiva Domaine Agapé cuvée Helios 2015. Colore giallo dorato, sentore di frutti maturi, soprattutto di agrumi, con la presenza di una delicata spalla acida che mitiga la stucchevolezza dei Gewürztraminer di vendemmia tardiva. Un vino da meditazione arioso, ideale per lasciarsi travolgere dalla storia di uno dei più straordinari decenni del jazz.

Miles Davis e il celebre quintetto che cambiò il corso del jazz, attualizzandolo con l’aggiunta di accordi e ritmiche funky. Nel volume sono fondamentali l’indice dei nomi e la discografia, per le infinite suggestioni che ci offrono. Wayne Shorter, Herbie Hancock, Chick Corea, Keith Jarrett, un gruppo di personalità fortissime che, guidate da Davis, si spostarono dal jazz più libero - e a volte sconclusionato - verso un jazz rock o meglio ancora un jazz funky, in direzione della popular music.

Nel corso di quegli anni, Miles Davis divenne elettrico e poi elettronico. Il libro racconta a partire dal 1969 l’irripetibile intreccio di festival, manifestazioni e movimenti sociali che accompagnò la nascita della nuova musica. Con Spotify o qualsiasi altra library musicale, sorseggiando a 10 gradi il vostro vellutato riesling Helios, potete ripercorrere le registrazioni di album come In A Silent Way, Bitches Brew e A Tribute to Jack Johnson.

Altra bottiglia e altra lettura. Non possiamo più viaggiare come prima, la pandemia ci ha inchiodati alle nostre vite correnti, e però i libri sono fatti per potersi immedesimare in vite che non sono la nostra, e i libri fotografici ancor più dei romanzi e dei saggi ci riempiono gli occhi di immagini e colori, contribuiscono all’elaborazione del gusto suggerendo stili o nuovi accostamenti da introdurre nelle nostre vite quotidiane. Marrakech Flair è il classico volume scenografico, da sorseggiare fotografia dopo fotografia. Protagonisti sono i colori, le texture, le decorazioni, gli ornamenti, gli arredi e anche il jet set (da Winston Churchill a Yves Saint Laurent a Marisa Berenson) che ha scelto la caleidoscopica città del Marocco come buen retiro e fonte di ispirazione estetica.

Accanto al libro, una bottiglia di Théophile brut rosé. Il gusto di questo champagne è delicatamente fruttato e il suo colore rosa arancio ha una tonalità che ricorda quella dei salmoni. Il perlage fine e persistente imprime una consistenza cremosa e soffice, scorrevole, che lo rende godibile e adatto ad accompagnare le immagini della sontuosa e brulicante capitale culturale nordafricana. La Maison Théophile, acquistata da Louis Roederer, ha mantenuto le stesse caratteristiche di gusto e piacevolezza che la resero in voga a Parigi, negli artistici anni Trenta.

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