Il casting del tempo

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Corto sull’orologeria e le sue star più celebri

Il casting del tempo
Martin Sheen in «Apocalypse Now» (1979) con un Seiko 6105. Nella pagina a fianco,

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Martin Sheen in «Apocalypse Now» (1979) con un Seiko 6105. Nella pagina a fianco,

Il casting del tempo
/ La forma della leggenda Steve McQueen indossa un cronografo Heuer Monaco nel film «Le Mans» del 1971. La forza quasi mitologica di questa simbiosi nasce dalla riuscita fusione dei paradigmi virili di un’epoca: ostentata disinvoltura di fronte al pericolo eppure maniacale attenzione allo stile e alla prestazione

Il casting del tempo

/ La forma della leggenda Steve McQueen indossa un cronografo Heuer Monaco nel film «Le Mans» del 1971. La forza quasi mitologica di questa simbiosi nasce dalla riuscita fusione dei paradigmi virili di un’epoca: ostentata disinvoltura di fronte al pericolo eppure maniacale attenzione allo stile e alla prestazione

Fra cinema ed orologeria esiste, dall’invenzione del primo, una relazione quasi mistica. L’orologio non è solo la gabbia dell’oppressione temporale dove l’uomo è crocifisso come il Freder di Metropolis nell’enorme quadrante che segna le interminabili 10 ore di lavoro, ma anche un contenitore che immobilizza qualcosa di inarrestabile.

Chiunque abbia parlato con un connaisseur di haute horlogerie sa quanto vere siano le parole di Walter Benjamin: «Il collezionista è legato a un rapporto con gli oggetti che non ne mette in primo piano il valore funzionale, egli li studia e li ama in quanto scena e teatro del proprio destino». Immaginate l’anonimo acquirente del segnatempo da polso più costoso della storia – un Rolex Cosmograph Daytona ref. 6239 battuto all’asta nel 2017 a 17,8 milioni di dollari;...

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