Ineccepibile unicità

HUB

I bassi e le chitarre realizzati da Jens Ritter sono arte pura

Ineccepibile unicità
«The Blue Dragon» Chitarra modello «Princess Isabella» con finiture in broccato vintage e oro

Ineccepibile unicità

«The Blue Dragon» Chitarra modello «Princess Isabella» con finiture in broccato vintage e oro

Ineccepibile unicità

Ineccepibile unicità

Ineccepibile unicità

Ineccepibile unicità

/ Jens Ritter in atelier
/ Jens Ritter in atelier

Èa Deidesheim, alle soglie della Foresta del Palatinato, che Jens Ritter, lo «Stradivari tedesco» come è stato definito dalla stampa di settore, con teutonica e certosina meticolosità crea i suoi spettacolari pezzi unici. Entrare in possesso di uno di questi capolavori vuol dire valicare il solco talvolta profondo che separa i professionisti della musica dai meri collezionisti e situarsi d’emblée in un territorio - la parola non è esagerata - leggendario. Inizialmente Ritter proponeva le sue realizzazioni - già molto spinte sul versante del design e delle finiture - come «replicabili». «Oggi - racconta Ritter ad Hub - le cose sono differenti. Il cliente arriva (spesso dal sito web) e mi chiede sempre un oggetto che parte sì da alcune forme già esistenti, ma mi lascia completa autonomia nel creare qualcosa di davvero unico, che lui scoprirà alla fine del processo. All’inizio mi sentivo un artigiano, oggi sono più un artista». Un esempio? «Un cliente con una passione per Marte mi ha chiesto qualcosa in tema. Ho contattato la NASA, la quale mi ha fornito le planimetrie 3D della superficie del pianeta. Le ho poi replicate sullo strumento». Un approccio destinato a persone che sanno apprezzare il bello: «Molti non sono neanche musicisti, ma collezionisti di arte, orologi, auto. Persone che raccolgono oggetti esclusivi e nelle mie creazioni trovano qualcosa di inaspettato e attraente. Oppure sono facoltosi cultori della musica e del mondo degli strumenti musicali. E arrivano grazie al passaparola». Allo stesso modo sono giunti a lui nomi altisonanti: Prince, Lady Gaga, Nile Rodgers e Phil Lesh sono alcuni di quelli che hanno voluto avere uno strumento di Jens. «Lady Gaga mi ha contattato dopo che Nile Rodgers le ha inviato una foto della chitarra che avevo realizzato per lui, mentre Prince è rimasto colpito dal basso che stava usando un turnista in studio con lui. Se ne è innamorato all’istante e mi ha chiamato subito». Tutti cercano l’esclusività, che spesso sta nei materiali utilizzati: in alcuni pezzi unici (che in quanto tali vengono poi annoverati nella «Royal family», le realizzazioni più particolari e ragguardevoli) troviamo pietre preziose, metalli pregiati, cristalli Swarovski, ma anche avorio di mammut e legno fossile. «I materiali più particolari non li vado a cercare - sarebbe impossibile. Piuttosto sono loro a trovarmi. Per dire, la quercia fossile di 10.000 anni arriva dal fondo di un fiume che in quel momento un mio conoscente stava dragando per lavoro». Non stupisce che gli strumenti di Jens Ritter siano esposti in musei di portata internazionale, dato che esibiscono un livello di assoluta eccellenza per design e finiture. Eppure, se l’eccellenza da sola non bastasse (può capitare), il cliente ha un’ulteriore opzione: lasciare che Ritter crei in totale autonomia lo strumento: è la via «omakase», con l’accento sull’ultima vocale, parola che nella cucina giapponese suggerisce una totale fiducia nel cuoco, alla cui creatività e abilità si demanda - alla cieca - la scelta delle pietanze. «È come se miei clienti - continua Ritter - volessero la mia particolare interpretazione dell’arte contemporanea. E non sono pochi: un terzo dei 72 strumenti che realizzo ogni anno segue questo approccio». È atto di fiducia, ma Jens Ritter ha ormai dimostrato che nell’incedere lungo la sottile linea tra altissimo artigianato e arte il suo passo è saldo. «La mia ispirazione non ha confini, può arrivare ogni giorno da ovunque. Certo, devo qualcosa ad artisti come Arp o Brancusi, oppure all’arte giapponese e al suo concetto di Wa - la capacità di riconoscere la bellezza della natura nella semplicità. Ma alla fine il mio lavoro è l’espressione della mia unicità come essere umano. Cerco sempre di lasciare spazio al mio inconscio». E talvolta Ritter va persino oltre: le sue realizzazioni travalicano il confine con l’arte e gli strumenti diventano quasi metafisici, svuotati ma non privati della funzione originaria. Si prenda la serie «Intune frames»: lo strumento è parte di un’opera visiva dalla quale viene tolto e alla quale rimane idealmente unito. C’è un sapore quasi rinascimentale nel fatto che Ritter non solo disegni, progetti e scelga i materiali per i suoi strumenti, ma ne produca in house anche le corde e l’elettronica, componenti normalmente demandati a terzisti. «Mi occupo di tutto, perché così so esattamente cosa proporre ai clienti: spesso non sono neanche consapevoli di cosa è possibile realizzare, non sanno dove stanno i confini dei loro stessi desideri. Io li aiuto a trovarli».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Hub
  • 1
  • 2
  • 3

    Jean d’Ormesson

    HUB

    On the morning of December 5, 2017, news agencies announced the death of 92-year-old Jean Bruno Wladimir François-de-Paule Le Fèvre, Count d’Ormesson. He was a successful writer, journalist and political commentator, man of institutions, Academician of France and, last but not least, a great charmer, because of his conversational skills that ranged from the siege of Troy to Stephen Hawking, because of his piercing blue eyes, as well as the privilege of being a U, by the English differentiation between U and Non-U.

  • 4

    Jean d’O

    HUB

    Scrittore di successo e gran seduttore, torniamo a leggerlo per vivere meglio

  • 5
  • 1
  • 1