«Che cos’è? - Cosa? - Quella che hai in mano - Una foto - Una foto di cosa? - Una foto di Parigi - Parigi? Davvero? Me la fai vedere? - Certo - Ma sei sicuro che sia Parigi? Paris? A me sembra Texas - Lo è - Paris, Texas? - Sì, è segnato qui sulla mappa - E come mai ti ritrovi in tasca una foto di un pezzo di terra a Paris, Texas? - È mia... la terra... ». Uno dei dialoghi più belli di Paris, Texas - piccolo capolavoro di Wim Wenders del 1984 - ci aiuta a introdurre questo numero di Hub, il più sperimentale che abbiamo realizzato finora. Tutto è nato da una domanda espressa quasi sovrappensiero - durante una pausa pranzo «in lockdown» nel suo luminoso studio luganese, davanti a un piatto dei gustosi ravioli di carne fatti dalle allieve della Fondazione Sant’Angelo di Loverciano - dall’architetto, e collaboratore di Hub, Davide Macullo: «Non trovi che Zurigo sia capace di assorbire tutte le provocazioni architettoniche che le arrivano dall’esterno?». Domanda suggestiva, segretamente intessuta di identità e di conflitto, di quelle che alla redazione di Hub piacciono molto. Tanto che ci siamo subito messi alla ricerca di una risposta. Abbiamo commissionato a Jürg Streun una serie di fotografie «le più stranianti possibile, capaci di provocare una sottile inquietudine nell’animo dei tuoi stessi concittadini». In 72 ore, con un iPhone 12, Jürg le ha scattate e poi rielaborate in bianco/nero ad alto contrasto. Nei giorni successivi, Davide le ha commentate con un mirabile articolo. Ed eccoci qui, a Zurigo, Texas.

Zurigo, Texas
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