C02, una legge che scalda gli animi

la domenica del corriere

Il dibattito in vista della votazione del 13 giugno - Marco Chiesa: «La Svizzera è già virtuosa» - Alex Farinelli: «Siamo lontani dagli obiettivi» - Greta Gysin: «Bisogna agire in fretta» - Fabio Regazzi: «Ci aiuta già il progresso» - FOTO

C02, una legge che scalda gli animi
© CdT/ Chiara Zocchetti

C02, una legge che scalda gli animi

© CdT/ Chiara Zocchetti

C02, una legge che scalda gli animi

C02, una legge che scalda gli animi

C02, una legge che scalda gli animi

C02, una legge che scalda gli animi

C02, una legge che scalda gli animi

C02, una legge che scalda gli animi

C02, una legge che scalda gli animi

C02, una legge che scalda gli animi

C02, una legge che scalda gli animi

C02, una legge che scalda gli animi

C02, una legge che scalda gli animi

C02, una legge che scalda gli animi

Una legge necessaria per contrastare il riscaldamento climatico o un mostro burocratico? Un compromesso tipicamente svizzero per dimezzare le emissioni di gas serra oppure un antisociale pacchetto di tasse e tributi? Da mesi il dibattito sulla revisione della legge sul CO₂ infiamma favorevoli e contrari e a scaldarsi sono stati anche gli animi degli ospiti della puntata di ieri de «La domenica del Corriere», dedicata al testo in votazione federale il prossimo 13 giugno. Ospiti del vicedirettore del Corriere del Ticino Gianni Righinetti, per il fronte dei favorevoli, i consiglieri nazionali Greta Gysin (Verdi) e Alex Farinelli (PLR) e, per i contrari, il consigliere agli Stati e presidente dell’UDC Marco Chiesa e il consigliere nazionale Fabio Regazzi (PPD). Scintille non ne sono mancate, ad esempio nel vivace botta e risposta finale tra Regazzi e Farinelli: «A cosa serve introdurre nuove tasse in un periodo di crisi? Questo mette in difficoltà soprattutto le PMI», si è chiesto il presidente dell’USAM. «Basta leggere il testo per capire che ciò che dice è sbagliato: Berna ha già detto che non introdurrà determinate misure finché c’è crisi, mentre le aziende che si impegneranno a ridurre le emissioni non pagheranno un franco che sia uno» ha replicato il liberale radicale.

Facciamo abbastanza?
Un confronto acceso che non è stato l’unico nel corso dei 50 minuti della puntata. A riprova di un tema che è stato molto dibattuto e che lo sarà anche con l’avvicinarsi del 13 giugno. Gli obiettivi ambientali della revisione della legge sul CO₂ sono condivisi; a non fare l’unanimità sono i mezzi scelti per percorrere questa via e, in particolare, le tasse e i rincari che toccheranno la benzina e i prezzi dei biglietti aerei. Partiamo dall’obiettivo principale della legge, ossia dimezzare entro il 2030 le emissioni di gas serra rispetto al livello del 1990. Per i favorevoli alla revisione si tratta di un obiettivo primario da raggiungere prima che sia troppo tardi.

Lei ha detto un sacco di castronerie che non hanno valenza scientifica

«Gli effetti del cambiamento climatico sono ben visibili. Stiamo manovrando la terra verso un riscaldamento di sei gradi entro fine secolo e questo avrebbe conseguenze catastrofiche», ha sottolineato Gysin. «I cambiamenti climatici sono una realtà da quando esiste il pianeta», ha ribattuto Regazzi. «Solo negli ultimi 12 mila anni si sono intervallati periodi con temperature di quattro gradi superiori a quelle attuali a periodi più freddi». «Lei ha detto un sacco di castronerie che non hanno valenza scientifica», è stata la replica della parlamentare ecologista. «Mi chiedo perché abbiamo perso 40 anni di ricerca scientifica quando avremmo potuto chiedere qualcosa sul cambiamento climatico a Regazzi». Sul tavolo resta però una questione fondamentale: la Svizzera sta facendo abbastanza per ridurre le emissioni oppure dovrebbe e potrebbe fare di più? «La Confederazione contribuisce alle emissioni globali nella misura dello 0,1% e da diverso tempo si sta incamminando verso l’efficienza energetica», ha fatto notare Chiesa. «La Svizzera non è sulla buona strada», ha subito ribattuto Farinelli. «Si era prefissata una riduzione del 20 percento entro il 2020 ma ha raggiunto solo il 14. Siamo ben lontani dai nostri obiettivi».

Da che parte sta l’economia
La discussione moderata da Righinetti si è in seguito concentrata sul discusso prelievo di nuove tasse, alcune delle quali finanzieranno un fondo che a sua volta servirà per erogare incentivi o ridurre i premi di cassa malati. «Mi schiero contro la demagogia climatica, che esacerba situazioni nelle quali si dice che o facciamo qualcosa oppure succede una catastrofe», ha chiosato Chiesa. «Oggi non ha senso tartassare i cittadini per ottenere un impatto a livello mondiale assolutamente minimo. Non capisco il PLR, partito dell’economia». «Se fosse veramente una legge che tartassa gli automobilisti, il TCS non sarebbe favorevole. Se fosse contro l’economia, la maggior parte delle associazioni economiche non la sosterrebbe», ha ribattuto il consigliere nazionale del PLR. Le associazioni economiche hanno dunque sbagliato a schierarsi a favore?, ha chiesto Righinetti al presidente dell’USAM. «Qualcuna ha legittimamente visto in questa legge la possibilità di approfittare del fondo da un miliardo di franchi. Di certo non lo fanno per motivi idealistici. Quello che rimprovero loro è che, seguendo il vento che spira così forte, non abbiano avuto coraggio di opporsi». Soppesando la forza dei due schieramenti, sembrerebbe che la vittoria del sì sia la classica «lettera alla posta». È davvero così? «Se i contrari continuano a sparare cifre non veritiere e inventate da lobby del petrolio, la quale perderebbe fino a 10 miliardi di franchi all’anno, allora potrebbe diventare tirata», ha affermato Gysin.

Una crescita che fa discutere
A suscitare reazioni contrastanti è anche il possibile rincaro di 12 centesimi al litro sul prezzo dei carburanti. Un aumento, ha sottolineato Chiesa, che non verrà rimborsato ai cittadini: «Dipendiamo dagli importatori, che dovranno investire di più nella protezione del clima». «Capisco la preoccupazione ma non si passa da zero a 12 centesimi al litro: attualmente la legge già prevede un disincentivo di 5 centesimi al litro e non è detto che si arrivi al tetto massimo», ha ribattuto Gysin. «Questa legge dà gli strumenti per dimezzare il consumo medio dell’auto entro il 2030: si pagherà di più la benzina ma si avranno vetture più efficienti e al netto un automobilista medio spenderà meno di oggi».

Cosa porta a un miglioramento? Lo sviluppo tecnologico

«Questa è la conferma che si tratta di una legge non necessaria», ha immediatamente ribattuto Regazzi. «Cosa porta a un miglioramento? Lo sviluppo tecnologico. Se tra una decina d’anni un’automobile consumerà meno non è perché abbiamo inventato una nuova tassa ma perché il progresso ci ha portati in quella direzione». Pronta la risposta di Farinelli: «Un chilometro in automobile costa 70 centesimi. Se venissero applicati tutti questi sovrapprezzi si passerebbe da 70 a 71 centesimi, ossia a 120 franchi in più all’anno. La storia ci insegna che nei settori in cui sono state introdotte misure che hanno dato indirizzi, alla fine ci sono state riduzioni. Il trasporto aereo, che non è frenato da nulla, non ne ha registrate. Il clima vale una spesa di 150-200 franchi all’anno? Per me sì».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Il Corriere in tv
  • 1
  • 2

    Il Chiesa al centro

    La domenica del corriere

    Il presidente dell’UDC Marco Chiesa sarà ospite di Gianni Righinetti alle 19 su Teleticino per una chiacchierata a tutto campo

  • 3

    Fari accesi sulle valute

    INDEX

    Se ne parla questa sera su TeleTicino alle 20.30 e, in replica, alle 23.30 - Conduce Lino Terlizzi

  • 4

    Una legge, tante incognite

    la domenica del corriere

    La politica si scalda sul salario minimo dopo le polemiche con l’organizzazione TiSin – Michele Guerra: «Ci ho sempre creduto» – Ivo Durisch: «Si elude quanto votato dai cittadini» – Cristina Maderni: «Non siamo stupiti» – Maurizio Agustoni: «Il difetto sta nel manico» – Sergio Morisoli: «Rischiamo una guerra tra frontalieri»

  • 5

    Soldi, soldi, soldi

    La domenica del corriere

    Dalle 19 su Teleticino la situazione delle finanze cantonali, il pozzo senza fondo della Cassa pensioni e la votazione popolare del 26 settembre sul referendum finanziario obbligatorio

  • 1
  • 1