Cassis, chi attacca e chi difende

La domenica del Corriere

Alex Farinelli (PLR) e Franco Cavalli (ForumAlternativo) si sono confrontati sull’attualità della formula magica in vista del voto dell’Assemblea federale - Il neoeletto: «Deputazione, serve un voto compatto» - Il coordinatore: «Essere ticinesi non basta»

Cassis, chi attacca e chi difende
© CdT/Chiara Zocchetti

Cassis, chi attacca e chi difende

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Lo sguardo del Ticino in queste settimane sarà puntato su Berna. E non solo perché domani pomeriggio alle Camere federali si terrà la cerimonia di insediamento degli eletti, ma soprattutto perché martedì prossimo, 11 dicembre, la nuova Assemblea federale sarà chiamata a designare la composizione del Consiglio federale che guiderà il Paese per la prossima legislatura. E ad attaccare il seggio del ticinese Ignazio Cassis è la presidente dei Verdi Regula Rytz che, forte dei risultati ottenuti dal partito alle urne, rivendica un posto nella stanza dei bottoni. A sostenere questo cambio di rotta l’ex consigliere nazionale del PS Franco Cavalli che, ospite di Gianni Righinetti a La domenica del Corriere con il neoeletto Alex Farinelli (PLR), ha affermato: «I Verdi hanno pienamente ragione a voler entrare in Governo, quella di attendere 4 anni prima che i vincitori siedano nell’Esecutivo è una teoria balorda». Ma il fondatore del Forum Alternativo non ha mancato di lanciare una frecciata al PLR: «Il presidente Bixio Caprara non ne ha mai azzeccata una. Se invece che proporre Cassis come candidato unico si fosse fatto anche il nome di Laura Sadis oggi non ci troveremmo in questa situazione perché in Governo ci sarebbe lei. Non si può difendere un ministro ticinese solo perché ticinese».

Affermazioni queste che non sono piaciute al neoeletto consigliere nazionale PLR che ha ribadito come «dopo 18 anni la Svizzera italiana ha avuto un’opportunità unica di riportare un suo rappresentante in Governo dopo che PPD, PS e Lega-UDC ci avevano provato senza successo. Non sciupiamo quest’occasione e lasciamo lavorare Cassis che, non dimentichiamo, è in carica solo da due anni». Farinelli ha poi ribadito come l’11 dicembre «non si può fare semplicemente un ragionamento partitico: prendo atto che alcuni rappresentanti ticinesi al Nazionale hanno già detto di prediligere l’esponente ecologista ma se la Deputazione ticinese non dovesse sostenere compatta Cassis sarebbe un segnale sbagliato all’Assemblea federale: con che coraggio potremmo poi rivendicare qualcosa?».

Una formula ancora magica?

Un attacco, quello dei Verdi al seggio PLR, che ha altresì sollevato numerose discussioni sull’attualità della formula magica. «Se per la ripartizione dei seggi ci si vuole affidare a questo principio è matematico che un posto in Governo spetta ai Verdi, altrimenti è un’ingiustizia antidemocratica», ha detto Cavalli. Pronta la replica di Farinelli che ha ricordato come «la formula magica non è mai stata matematica altrimenti l’UDC avrebbe ottenuto prima i due seggi in Consiglio federale». Piuttosto, il Governo «rappresenta una serie di equilibri che devono essere combinati e che toccano la rappresentanza dei partiti, delle regioni e delle sensibilità. In questo senso ha una sua stabilità e credo non sia ancora il momento di rimetterla in discussione. Andare a cambiare le cose solo sul risultato di queste elezioni sarebbe solo un grande caos».

Di scioperi, tram e clima

In attesa di conoscere il nuovo volto del Governo, quel che è certo è che l’Assemblea federale è diventata un po’ più verde, ma anche più rosa. «Sono i grandi movimenti popolari a obbligare la politica a cambiare, non i programmi partitici» ha commentato Cavalli che ha precisato come «gli scioperi per il clima di questi mesi non sono un fuoco di paglia, ma il primo grande movimento che cambierà la società dal 1968». E se domani Farinelli presterà giuramento, per Cavalli «la corsa alle federali era pensata più per portare sostegno alla sinistra e ci è mancato poco che facessimo un seggio in più. Ma ormai per me questo è un tram, più che un treno, che è già passato».

In attesa dei giudici si presta giuramento

Domani i neoeletti alle Camere presteranno giuramento ma sulla composizione della Deputazione ticinese pesa l’incognita del ricorso inoltrato da Gianluca Padlina (vedi edizione del 28 novembre) sulle procedure adottate dai Comuni. E se Farinelli ritiene che «un simile passo difficilmente cambierà qualcosa perché se i giudici si pronunciassero a favore significherebbe rimettere in questione tutto il sistema svizzero», per Cavalli «il meccanismo del voto dei ticinesi all’estero non funziona da tempo. Dirlo adesso di fronte al risultato tirato del ballottaggio non sta in piedi».

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