Due poltrone per quattro e la tensione sale alle stelle

Elezioni federali

I vertici dei partiti si sono dati battaglia a La domenica del Corriere in vista del ballottaggio per il Consiglio degli Stati - Il centro punta sulla collaborazione attestata negli anni mentre UDC e PS tentano il colpaccio - Riforma fiscale, il lancio del referendum scalda gli animi

Due poltrone per quattro e la tensione sale alle stelle
TI-PRESS/Pablo Gianinazzi

Due poltrone per quattro e la tensione sale alle stelle

TI-PRESS/Pablo Gianinazzi

Due poltrone per quattro e la tensione sale alle stelle

Due poltrone per quattro e la tensione sale alle stelle

Due poltrone per quattro e la tensione sale alle stelle

Due poltrone per quattro e la tensione sale alle stelle

Due poltrone per quattro e la tensione sale alle stelle

Due poltrone per quattro e la tensione sale alle stelle

Due poltrone per quattro e la tensione sale alle stelle

Due poltrone per quattro e la tensione sale alle stelle

Tra esattamente sette giorni conosceremo il volto dei due rappresentanti ticinesi al Consiglio degli Stati e in questo rush finale, la tensione tra i partiti è alle stelle. Complice una partita aperta che vede i quattro candidati partire tutti dalla stessa casella di start, questa sera a La domenica del Corriere non sono mancate le stoccate tra gli ospiti di Gianni Righinetti: i presidenti Bixio Caprara (PLR), Igor Righini (PS), Piero Marchesi (UDC) e il vicepresidente del PPD Giorgio Fonio. E se i vertici di PLR e PPD hanno ribadito la necessità di avere alla Camera alta due esponenti «capaci di lavorare insieme e non che si annullino a vicenda», per UDC e PS è tempo di cambiare. «Il risultato ottenuto da Marco Chiesa al primo turno fa ben sperare - ha esordito Marchesi - il 17 novembre è l’occasione per il Ticino di avere un rappresentante agli Stati che porti avanti i temi cari ai ticinesi. Perché la verità è che la voce espressa dai cittadini alle urne è tutt’altro che rappresentata alla Camera alta».

Dello stesso avviso Righini che non ha usato mezzi termini: «L’idea che il Ticino possa essere rappresentato alla Camera dei cantoni solo da politici del centro lascia il tempo che trova. Occorre parlare dei temi e in tal senso la nostra candidata Marina Carobbio, in quest’anno trascorso come prima cittadina, ha dimostrato di saper collaborare e portare avanti una politica d’equilibrio. Insomma, ha tutte le carte per essere eletta agli Stati».

Ricette per il mercato del lavoro

E se Carobbio e Chiesa tentano il colpaccio agli Stati forti della rielezione per un nuovo mandato al Nazionale, a giocarsi il tutto per tutto è il ticket di centro Giovanni Merlini (PLR) e Filippo Lombardi (PPD). Un’alleanza questa che, al primo turno, non ha mancato di lasciare l’amaro in bocca con il candidato PLR che si è ritrovato al terzo posto, tallonato da Carobbio. «È evidente che il 20 ottobre molti dei nostri sono stati a guardare - ha dichiarato Caprara - e lo scetticismo manifestato da un terzo della base in occasione del Comitato cantonale straordinario del 1. agosto si è fatto sentire. Ora però è importante che in vista di domenica le cose cambino. Per fare un’analisi della congiunzione ci sarà tempo il 28 novembre, quando ci troveremo per una riflessione a bocce ferme». Nell’attesa, il presidente liberale radicale ha ribadito come la presenza di due esponenti di centro agli Stati «non è una questione di legittimità ma di approccio e di metodo: non dimentichiamo che a contribuire al benessere del nostro Paese sono state le soluzioni concordate tipiche della politica di centro». A fargli eco Fonio che ha puntato il dito contro l’UDC: «Bisogna sfatare la voce che gli unici a difendere i lavoratori e i ticinesi siano i democentristi. Non dimentichiamoci che a bocciare le misure accompagnatorie e i provvedimenti per proteggere il mercato del lavoro è stato proprio il gruppo UDC al Nazionale». Pronta la replica di Marchesi: «Ma le misure accompagnatorie sono come un cerotto su una gamba di legno. Chiedete ai ticinesi se la situazione era migliore 15 anni fa, prima della libera circolazione, o oggi con le tanto decantate misure accompagnatorie».

Di diktat e responsabilità

In attesa dell’esito delle urne, i partiti hanno incrociato i fioretti anche sul piano cantonale dove la sinistra ha già iniziato la raccolta delle firme contro la riforma fiscale approvata dal Gran Consiglio e che rientra nell’accordo di Governo su fisco, scuola e socialità. Ma così non si rischia di far saltare le misure promosse dal consigliere di Stato PS Manuele Bertoli? «Abbiamo lanciato il referendum non per contrastare il nostro consigliere di Stato - ha spiegato Righini - ma perché questa riforma è stata infarcita di aspetti che non ci vanno bene. Noi, a differenza di altri, non prendiamo ordini dal leader maximo battendo i tacchi e mettendoci in fila». «Ma un partito non può fare finta di non avere un rappresentante in Governo - ha tuonato Fonio - è anche una questione di responsabilità. Il vostro consigliere di Stato ha detto sì a questo pacchetto che, inoltre, è meno incisivo rispetto alla precedente riforma fiscale». E con lo sguardo già rivolto al dibattito in aula sul pacchetto sociale il deputato PPD ha invitato i colleghi a «fare esercizio di compromesso». Duro anche Caprara che ha definito l’atteggiamento del PS «una politica ostruzionistica. La riforma presentata dall’Esecutivo non solo è moderata ma anche equilibrata e risponde alla volontà espressa dal popolo alle urne. È difficile fare sconti a chi non paga le imposte».

Loading the player...
Due poltrone per quattro e la tensione sale alle stelle
©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Il Corriere in tv
  • 1

    Riforma della scuola, lo spiraglio di un’intesa

    La domenica del Corriere

    Fabio Käppali e Manuele Bertoli si sono confrontati sullo spinoso tema della formazione - Riguardo al tanto discusso numero massimo di allievi per classe il direttore del DECS afferma: «Non è un dogma, possibili soluzioni alternative»

  • 2

    Scuola, l’accordo è abbozzato

    teleticino

    A La domenica del Corriere Manuele Bertoli e Fabio Käppeli hanno trovato un punto d’incontro per il numero di allievi per classe

  • 3

    I partiti di Governo alla prova dello specchio

    La domenica del Corriere

    Dopo le elezioni cantonali e federali, PLR, PPD, Lega e PS sono alle prese, in vista delle comunali, con riflessioni interne che porteranno a importanti scelte - A confronto Caprara, Dadò, Foletti e Durisch - VIDEO

  • 4

    «Poche firme? Troppa pioggia»

    TELETICINO

    A «La domenica del Corriere» il capogruppo del PS Ivo Durisch spiega il probabile fallimento del referendum fiscale – Bixio Caprara e Fiorenzo Dadò parlano dei problemi dei rispettivi partiti – Le Lega di Michele Foletti pianifica una mini-rivoluzione

  • 5

    Se Natale non per tutti fa rima con festa

    Società

    In Ticino sono sempre di più le persone che vivono in una situazione di indigenza - Se n’è parlato a La Domenica del Corriere con Fra Martino Dotta e Marco Chiesa - IL VIDEO

  • 1
  • 1