I partiti di Governo alla prova dello specchio

La domenica del Corriere

Dopo le elezioni cantonali e federali, PLR, PPD, Lega e PS sono alle prese, in vista delle comunali, con riflessioni interne che porteranno a importanti scelte - A confronto Caprara, Dadò, Foletti e Durisch - VIDEO

I partiti di Governo alla prova dello specchio

I partiti di Governo alla prova dello specchio

Tanta, tantissima carne al fuoco. Nonostante la politica cantonticinese si sia messa alle spalle un 2019 ricco di appuntamenti, soprattutto le elezioni cantonali e federali, i temi per i primi mesi del 2020 non mancano affatto. Tutti i partiti di Governo, anche in vista dell’appuntamento con le comunali di aprile, sono inoltre alle prese con riflessioni interne. Ospiti di Gianni Righinetti a La Domenica del Corriere, Bixio Caprara (PLR), Michele Foletti (Lega), Fiorenzo Dadò (PPD) e Ivo Durisch (PS), oltre a fare il punto sullo stato di salute dei rispettivi partiti, si sono anche confrontati sui temi che scalderanno presto la politica.

Critiche e analisi

Riguardo alla richiesta di dimissioni, il presidente del PLR ha affermato che «il ruolo del presidente è un po’ come quello di un allenatore: quando si perde la colpa è sua, quando si vince, vincono tutti». E riguardo al processo di rinnovamento del partito, annunciato durante il Comitato cantonale dello scorso 28 novembre, Caprara ha spiegato che «non è improvvisando soluzioni che il partito uscirà da questa situazione. Stiamo lavorando per portare a termine questo percorso».

Il presidente del PPD ha invece affermato di non essere rimasto stupito dalle critiche giunte alla direzione durante il Comitato cantonale di fine dicembre: «Quelle costruttive sono sempre benvenute. Anche perché se non ci sono critiche, significa che il partito è morto».

Il capogruppo del PS Ivo Durisch, alla luce dei risultati alle federali, si è invece augurato che «l’alleanza del fronte rossoverde possa durare a lungo». E sul tema della successione del presidente Igor Righini ha affermato che «la co-presidenza sarebbe una scelta efficace per il partito. In questo momento metterebbe in luce qualità che una persona sola magari non può esprimere».

Sul fronte Lega dei Ticinesi, il capogruppo Michele Foletti ha affermato che verosimilmente verso giugno il movimento organizzerà una festa durante la quale si potrà discutere della leadership del partito: «L’idea - ha precisato - è di avere quattro persone alla testa del partito».

I temi

I due presidenti e i due capigruppo, come detto, si sono poi confrontati sui temi d’attualità. Uno su tutti: l’accordo politico trovato in Governo sulle riforme (si veda la scheda a fianco). E proprio sulla riforma fiscale, Durisch è tornato a commentare la raccolta firme per il referendum che verosimilmente non raggiungerà quota 7.000 sottoscrizioni: «Le difficoltà sono state due. Da una parte è sempre più difficile per tutti i partiti raccogliere firme. Dall’altra raccogliere a Lugano firme per tre referendum allo stesso momento non ha certo aiutato». Ma Durisch non ha mancato di evocare anche il meteo: «La pioggia non è stata d’aiuto. Abbiamo dovuto andare in giro con la cartellina e non sempre siamo riusciti a organizzare un tavolo, dove i cittadini possono firmare tre volte in un colpo». Incalzati da Righinetti sulle responsabilità di essere partiti di Governo, gli altri tre ospiti non hanno mancato di criticare i socialisti per non aver sostenuto la riforma fiscale. Come conseguenza, ha affermato Foletti, «per la riforma della scuola non credo che tutto andrà liscio». Caprara dal canto suo ha criticato un certo «atteggiamento ostruzionista» da parte di alcuni partiti, che non giova ai lavori parlamentari, anche perché «nessun partito ha la maggioranza per portare avanti proposte da solo». Dadò ha evidenziato che «l’autonomia dei partiti deve esserci» e Durisch, rispondendo ai colleghi, ha sottolineato che in altri casi, come per il salario minimo, anche il PS si è dimostrato collegiale con gli altri partiti.

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