Il centro politico tra congiunzioni e pragmatismo

Teleticino

A La domenica del Corriere Alex Farinelli (PLR) e Marco Romano (PPD) tornano sulle federali e guardano al futuro

Il centro politico tra congiunzioni e pragmatismo
© CdT/Gabriele Putzu.

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È trascorsa una settimana dall’elezione del Consiglio nazionale ed è già tempo di bilanci e di gettare uno sguardo al ballottaggio per l’elezione alla Camera alta del 17 novembre. Per parlare di questo e molto altro erano ospiti di Gianni Righinetti a «La domenica del Corriere» il neo eletto Alex Farinelli (PLR) e il rieletto Marco romano (PPD). Il primo tema affrontato ha riguardato la «storica» congiunzione tra PLR e PPD. Alex Farinelli ha sottolineato che «l’obiettivo, malgrado qualche mal di pancia, è stato raggiunto» e che «in politica, specialmente a Berna, è necessario essere pragmatici per portare avanti una politica moderata che faccia gli interessi del Ticino». Romano dal canto suo ha evidenziato che le discussioni tra i partiti «sono state un processo lungo, che non è ancora maturato completamente, e che ha ancora potenziale».

Entrambi hanno poi sostenuto con vigore il ticket per la corsa agli Stati tra Giovanni Merlini (PLR) e Filippo Lombardi (PPD). Farinelli e Romano hanno evidenziato a più riprese la necessità di portare avanti una politica di centro moderata, soprattutto a Berna dove a contare sono le competenze e la capacità di tessere alleanze, e non fare la voce grossa.

Riguardo all’elezione appena passata Romano non ha nascosto di «essere rimasto stupito del risultato», precisando poi che il bello del «sistema svizzero è che il giorno dopo l’elezione si torna subito al lavoro».

Farinelli, che lascerà la politica cantonale a fine novembre, ha infine sottolineato che del Gran Consiglio «gli mancheranno i colleghi, a prescindere dal partito, ma sicuramente non gli mancheranno certe polemiche sterili che non fanno l’interesse del Paese».

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