Il peso della disgregazione e quel referendum funesto

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In vista delle comunali hanno duellato a La domenica del Corriere il sindaco di Locarno Alain Scherrer e il candidato socialista Fabrizio Sirica - IL VIDEO

Il peso della disgregazione e quel referendum funesto
Fabrizio Sirica e Alain Scherrer

Il peso della disgregazione e quel referendum funesto

Fabrizio Sirica e Alain Scherrer

Il rinnovo dei poteri comunali in Ticino si avvicina e anche Locarno si prepara per il cambio o la riconferma del primo cittadino. Ieri sera a La domenica del Corriere, ospiti di Gianni Righinetti, hanno duellato il sindaco liberale radicale Alain Scherrer e «l’arraffatutto» Fabrizio Sirica, che vorrebbe conquistare anche la poltrona da municipale e, se dovesse essere eletto, non ha intenzione di abbandonare nessun seggio.

Il primo tema sul tavolo nello studio di TeleTicino è quello delle aggregazioni, un nervo scoperto per la popolazione locale accentuato dalla dichiarazione del consigliere di Stato Norman Gobbi che ha definito il Locarnese «fanalino di coda del Ticino». Sul tema, cavallo di battaglia di Scherrer, il sindaco ha ricordato il sentimento dei cittadini quando, dopo il voto consuntivo sull’aggregazione del Bellinzonese nel 2015, «Locarno si è svegliata più piccola» e «essere disgregati come nel nostro caso ci dà un peso contrattuale minore rispetto agli altri centri». Dal canto suo, Sirica si trova stranamente – da socialista - in accordo con la critica di Gobbi riservata ai Locarnesi, in quanto «il Dipartimento delle istituzioni fa bene a spronare il Locarnese e a proporre una soluzione con meno comuni possibili per facilitare il dialogo tra di essi». Il sentimento di solitudine dei locarnesi del 2015 potrebbe essere un lontano ricordo con il progetto della città-Ticino, vista come una preziosa occasione per avvicinarsi agli altri poli del cantone e risolvere in parte il problema della mobilità. Per il sindaco, sarà un cambiamento «epocale e sarà importante ragionare insieme a Lugano e Bellinzona», mentre per il fronte apposto «sarà fondamentale farsi trovare pronti e lavorare sodo».

Sempre rimanendo in tema di mobilità, il dibattito si è spostato a quando, nel settembre del 2007, tutto il Ticino si oppose al referendum sulla variante 95, tranne i Locarnesi. Sirica, già in controtendenza all’epoca, era rimasto colpito dalla «protezione del territorio e dell’invasività del progetto», nonostante fosse fondamentale per collegare la città sul Verbano. Scherrer, oltre a consigliare di «evitare settembre perché mese funesto per i Locarnesi», rileva come «all’epoca era la soluzione più facile e semplice da adottare, ma con le posizione che vennero a crearsi la variante è caduta». La domanda da porsi, sempre secondo il sindaco, è una sola, ovvero se sia giusto, per temi di importanza locale che sia tutto il Ticino a votare, dato che «ad affossare il progetto fu il Sottoceneri». Un quesito, questo, colto come un assist da Sirica per allacciarsi al dossier incandescente dell’aeroporto di Agno: «Sono i milioni di tutti i cittadini quelli stanziati dal Gran Consiglio, per cui ha un interesse anche locale questo progetto. Da locarnese rivendico il diritto di dire come spendere i soldi di tutti i ticinesi e in questo caso sono soldi mal spesi, perché non vedo una possibilità di cambiamento rispetto alla rotta che va verso il declino. Mi sembra un accanimento terapeutico». Dal canto suo, Scherrer preferisce rimanere cauto con le parole, ammettendo di avere una sensibilità differente su questo tema e di essersi fatto un’opinione solo leggendo i giornali, ma rilevando «l’importanza di avere un’infrastruttura di questo tipo per la piazza finanziaria e il turismo. Capisco anche che il collegamento su rotaia ha reso il collegamento tra Lugano e Zurigo superato. Ci si potrebbe domandare se valga ancora la pena di mantenere piuttosto il collegamento Lugano – Ginevra visto che i tempi di percorrenza con il treno sono ancora molto lunghi».

Top e flop
Sirica e Scherrer hanno poi dato i propri «top e flop» di Locarno. Il candidato socialista ha apprezzato i crediti messi a disposizione dal Municipio per i concorsi di architettura che hanno dato «nuova linfa» al salotto cittadino e a Piazza Grande, una tematica «da troppi anni nel cassetto e che il Municipio ha affrontato e saputo valorizzare». Sirica ha poi affilato le armi e criticato la gestione del personale, riferendosi «a dei licenziamenti di ultracinquantenni, uno dei quali è risultato abusivo». Un licenziamento considerato dal candidato «illegittimo» e «incomprensibile che sia stato fatto da un ente pubblico». Dal canto suo, Scherrer è corso ai ripari sottolineando che il miglioramento della gestione del personale dovrà essere una priorità nella prossima legislatura, anche se «quando si mette in difficoltà il servizio e in particolare i propri colleghi di lavoro, bisogna arrivare a prendere delle decisioni anche drastiche».

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