Il PLR verso la resa dei conti

Dibattito

Dopo la sconfitta alle federali c’è voglia di ripartire ma le ricette divergono - A La domenica del Corriere Matteo Quadranti ribadisce la necessità «di un cambio ai vertici» - Alessandro Speziali: «Prematuro, si torni a parlare alla gente» - IL VIDEO

Il PLR verso la resa dei conti
©CdT/GABRIELE PUTZU

Il PLR verso la resa dei conti

©CdT/GABRIELE PUTZU

Dopo la storica sconfitta subita alle federali, in casa PLR c’è voglia di cambiamento. Ma sulle modalità per ripartire le idee divergono. E in attesa del Comitato cantonale di giovedì 28 novembre quando, riunita alla Sopraceneria di Locarno dalle 20, la base discuterà del futuro del PLR, un primo confronto si è tenuto a La domenica del Corriere dove ospiti di Gianni Righinetti si sono confrontati Matteo Quadranti e Alessandro Speziali. «Il partito ha sbagliato su tutta la linea», ha rilanciato Quadranti che, a pochi minuti dall’annuncio dei risultati definitivi del ballottaggio che vedevano il PLR uscire dalla Camera alta dopo oltre 170 anni, aveva inviato un comunicato a nome «dei radicali» nel quale si chiedevano le dimissioni dell’Ufficio presidenziale. «Abbiamo chiesto a Bixio Caprara un passo indietro perché, mi spiace dirlo, chi si fissa sulla propria sedia non fa autocritica. E mi sorprende che uno sportivo non capisca che se la squadra va male, è l’allenatore che deve lasciare il posto». Parole queste forti e che fanno riferimento all’editoriale di Caprara pubblicato venerdì su Opinione liberale e nel quale il presidente del partito si dice consapevole che «siano stati commessi errori», precisando tuttavia di «voler continuare a servire il PLR». «Rimettere il mandato in modo da permettere al partito di discuterne mi sembrava un gesto dovuto», ha aggiunto Quadranti precisando come la richiesta delle dimissioni è stata sottoscritta da «una ventina di grandi elettori radicali. Forse non tutti avranno apprezzato la tempistica ma il malessere all’interno del partito è diffuso. Non solo nell’ala radicale».

Di disastri e passi indietro

Più cauto Speziali che, riconoscendo come il risultato alle urne sia stato «un disastro», ha invitato alla calma: «Di sicuro ci vuole un gesto di discontinuità nella continuità. Occorre trasmettere alla base il messaggio che i vertici hanno capito che qualcosa non ha funzionato. Se però devono rotolare le teste mi sembra prematuro». In tal senso, per il politico locarnese la decisione di Caprara di tirare dritto «può essere letta come un gesto di coraggio nel non voler abbandonare la nave». Più che sulle persone, per Speziali il partito deve quindi interrogarsi sui temi e il modo in cui fare politica. «Dal giorno del ballottaggio è evidente come il peggior nemico del PLR sia il PLR stesso. È tempo che il partito impari a guardare la realtà fuori da questa camera iperbarica. Tornando a parlare alla gente dei temi che la preoccupano. Anche per le Cantonali regnava un ottimismo cosmico ma poi abbiamo visto com’è andata. E anche nella corsa verso aprile non abbiamo affrontato alcuni temi per il timore di fare il gioco degli altri. È un peccato».

«Vogliamo bene al partito»

Dello stesso avviso Quadranti che ha voluto precisare come «la nostra intenzione non è quella di riaprire una lotta interna. Come radicali vogliamo bene al partito e intendiamo restarci. Ma il PLR, per tornare ad essere “partitone’’, deve ricominciare ad occuparsi anche dell’anima sociale». A pesare nella débâcle elettorale, è però anche stata la congiunzione con il PPD che - a conti fatti - ha permesso unicamente di garantire il secondo seggio azzurro al Nazionale. E se per Quadranti a mancare è stato «un programma sui temi che accompagnasse l’intesa tecnica», per Speziali «una soluzione che accontentasse tutti non c’era. È vero che vedere certi abbracci ai congressi faceva strano ma era il momento di rischiare: alla fine a livello federale con il PPD lavoriamo bene».

Comunali, ci pensano le sezioni

Chiuso il capitolo delle federali si apre quello delle Comunali e la corsa in vista del 5 aprile è già lanciata. «Sono convinto che in vista dell’appuntamento con le urne sia indispensabile ritrovare l’entusiasmo di far parte del partito», ha affermato Speziali auspicando «l’avvio di un vero laboratorio di idee che possa invogliare la base a investire per il partito». Più scettico Quadranti che ha invece lanciato un chiaro messaggio ai vertici del partito: «L’assemblea dei rappresentanti distrettuali del comune di Mendrisio non solo invita l’Ufficio presidenziale a rimettere il mandato», ha detto, «ma anche che il partito cantonale si astenga dal prendere posizione sulle Comunali e lasciare che siano le sezioni a lavorare alla campagna».

Loading the player...
©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Il Corriere in tv
  • 1
  • 1