«La maglietta di Ueli Maurer? Anche Sommaruga sul clima...»

LA DOMENICA DEL CORRIERE

Ospite della puntata il presidente dell’UDC Marco Chiesa – Tra i temi trattati, la presidenza dell’UDC, la pandemia, i rapporti con la Lega e Lugano

«La maglietta di Ueli Maurer? Anche Sommaruga sul clima...»

«La maglietta di Ueli Maurer? Anche Sommaruga sul clima...»

«La maglietta di Ueli Maurer? Anche Sommaruga sul clima...»

«La maglietta di Ueli Maurer? Anche Sommaruga sul clima...»

«La maglietta di Ueli Maurer? Anche Sommaruga sul clima...»

«La maglietta di Ueli Maurer? Anche Sommaruga sul clima...»

«La maglietta di Ueli Maurer? Anche Sommaruga sul clima...»
© CdT/ Chiara ZocchettI

«La maglietta di Ueli Maurer? Anche Sommaruga sul clima...»

© CdT/ Chiara ZocchettI

La presidenza dell’UDC, la pandemia, i rapporti con la Lega e la sua amata Lugano alla quale, fondamentalmente, fa sempre l’occhiolino. A La domenica del Corriere il vicedirettore del Corriere del Ticino Gianni Righinetti ha ospitato il numero uno dell’UDC Marco Chiesa, per un’intervista. Partendo, appunto, dal primo anno alla testa del primo partito nazionale, carica assunta perché nessuno era interessato: «Constato che anche per la guida del PLR non c’è la fila. Ma si deve sapere che prima di accettare ci ho dovuto pensare parecchio, poi ho trovato il sostegno delle sezioni. Respingo la visione per la quale io sarei stato una scelta di ripiego. I fatti dicono che le cose sono andate diversamente. Gli svizzerotedeschi sono abituati a pesarti. Poi quando hai la loro fiducia questa è autentica» ha detto Chiesa. Righinetti ha poi affrontato il capitolo della famiglia Blocher e in particolare della guida politica impersonata da Christoph. Molti hanno romanzato sui vostri rapporti, oltre a dire che lei sarebbe il suo yes man. Come commenta? «Mi viene da sorridere, non la pensiamo sempre allo stesso modo. Ma non mi disturba essere accostato a lui, è successo a tutti i miei predecessori e tutti sono stati dipinti come sudditi. La verità è che lui c’è, ma non impone. Sul CO2 e sulle iniziative agrarie ad esempio non è mai intervenuto. È vero che quello che dice fa sempre discutere, ma non interviene mai per correggere la linea». E quella sul CO2 per Chiesa è stata «la vittoria più bella. Siamo riusciti a mettere in evidenza che quella legge avrebbe penalizzato le periferie e chi deve usare l’auto. Fondare l’ecologia sulle tasse è sbagliato. Oggi constato che il Consiglio federale sta correggendo la rotta. E se siamo qui è un po’ grazie a noi. Ma citerei anche un altro momento topico: vedere Guy Parmelin andare a Bruxelles dire a Ursula von der Leyen che la Svizzera non era d’accordo con il contratto capestro dell’Accordo quadro è stata la conferma che il Consiglio federale ha ascoltato le critiche dell’UDC».

Righinetti ha poi aperto il capitolo coronavirus, in particolare mettendo in evidenza l’azione del consigliere federale Ueli Maurer e quella discussa maglietta dei coronascettici, di coloro che sono i promotori anche di manifestazioni di piazza. Ma come, l’UDC è vicina a frange violente? «Respingo, ci mancherebbe, non giustifichiamo alcuna violenza. Ma se ne facciamo un discorso di collegialità, abbiamo visto diverse foto di Sommaruga a protestare per il clima essendo molto vicino ai manifestanti o gruppi. E nessuno ha mai bacchettato la consigliera federale».

A La domenica del Corriere si è poi passati idealmente sotto il San Gottardo per raggiungere il Ticino e parlare dei rapporti tra Lega e UDC: «Le relazioni sono rimaste al bello stabile. Per il 2023 andrà discusso il da farsi, ma tengo a precisare che sul passato accordo c’è stata piena lealtà. Noi abbiamo fatto la nostra parte per Governo e io non posso nascondere che nella conquista del Consiglio agli Stati sono stato sostenuto dalla Lega e ne sono riconoscente». Poi «condivido quanto dice di Sergio Morisoli. Quando hai un rapporto di collaborazione ti aspetti che si portino avanti anche le tue sensibilità». Si candiderebbe per il Governo nel 2023? «No, tendo ad escluderlo e lo dico anche in vista di altre possibili candidature. Nel 2023 vedremo». Tra Lega e UDC si è vista qualche frizione dopo la prematura scomparsa di Marco Borradori. A Tiziano Galeazzi in Municipio a Lugano sono stati riservati dei rimasugli di dicastero. Lei si è arrabbiato? «Le persone vanno messe alla prova e non giudicate a priori. È un municipale e meritava un dicastero pieno». E che dire delle frizioni con Michele Foletti? «Constato che i due si sono chiariti. La cosa per me è chiusa». L’UDC è riuscita a fallire un’iniziativa sul Molino e i molinari nel momento che appariva più propizio. Come spiega un flop simile? «Non siamo stati sufficientemente bravi nella raccolta delle firme. Era partita bene, ma poi l’entusiasmo è scemato alla luce dei molti dubbi. Assolutamente abbiamo sbagliato qualcosa nell’approccio, perché l’iniziativa era ben fatta. Da questo fallimento dobbiamo imparare molto».

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