Le critiche al Municipio e le stoccate di Pelli

la domenica del corriere

Il tema dell’autogestione a Lugano tiene ancora banco, tra affondi e appelli a trovare una soluzione - Quattro volti «storici» della politica negano di essere tornati in campo per «sete di cadreghino» - Gli scenari in vista del 2023

Le critiche al Municipio e le stoccate di Pelli
© CdT/Zocchetti

Le critiche al Municipio e le stoccate di Pelli

© CdT/Zocchetti

Qualche affondo al Municipio di Lugano e la necessità di trovare una soluzione sul tema dell’autogestione. La demolizione dell’ex Macello e le tensioni tra gli autogestiti e la Città sono state al centro della puntata di questa sera della «Domenica del Corriere». Ospiti del vicedirettore del Corriere del Ticino Gianni Righinetti sono stati Fulvio Pelli (consigliere comunale PLR), Paolo Beltraminelli (consigliere comunale PPD), Franco Cavalli (consigliere comunale Forum Alternativo) e Brenno Martignoni Polti (consigliere comunale Lega-UDC a Bellinzona). Il comportamento del sindaco Marco Borradori e dei colleghi è stato definito «sconcertante» da Franco Cavalli, secondo il quale «Lugano è l’unica grande città elvetica a non aver risolto il problema dell’autogestione e ora ha cercato di farlo con le ruspe». Secondo Paolo Beltraminelli, però, anche i molinari «hanno una parte di responsabilità: la manifestazione è degenerata con l’occupazione dello stabile ex Istituto Vanoni. E questo non doveva succedere». L’autogestione - ha spiegato dal canto suo Martignoni Polti - «è un tema che non può essere accantonato, ma deve essere affrontato con il dialogo». Una posizione, quella di Martignoni, diametralmente opposta a quella portata avanti da UDC e Lega luganesi. «Sono contrario - ha detto il politico bellinzonese - a queste scelte di campo nette, specialmente di fronte a una situazione simile. Il problema dell’autogestione esiste, e certamente non si risolve continuando a innescare polemiche». Sul tema si è espresso per la prima volta anche Fulvio Pelli: «Ho imparato che a volte non dire è molto meglio che continuare a cambiare versione, come ha fatto il Municipio. La politica però è fatta di regole: se un collega sbaglia, è meglio tacere. Anche se non si è d’accordo. In questo senso, secondo Pelli, «qualcosa non ha funzionato anche all’interno del PLR».

«Mi sono candidato perché...»

I quattro ospiti di Righinetti hanno poi spiegato le ragioni che li hanno spinti a scendere nuovamente in campo durante le scorse elezioni comunali. «Sete di cadreghino? Li ho già avuti tutti, non me ne serve un altro. Ho visto una politica e un Municipio poco in forma e ho pensato che la mia esperienza potesse essere utile», ha sottolineato Pelli. Una posizione condivisa anche da Martignoni Polti e Beltriminelli. «Dopo la mancata rielezione in Governo - ha spiegato il politico del PPD - ho deciso di dire basta per un periodo. Poi, sono arrivate le difficoltà del PPD a Lugano e la COVID. Mi sono accorto di avere ancora molti contatti e ho pensato che la mia presenza potesse essere importante per la città». Cavalli, invece, si è rimesso in gioco perché «dopo aver fondato il Forum alternativo, vorrei tentare di spaccare le transenne che a sinistra separano i vari gruppi e costruire un moderno PSA (Partito socialista autonomo, ndr) con attenzione all’ecologia».

Guardando al futuro

Proprio guardando ai prossimi anni, i quattro politici sono stati interrogati da Righinetti sull’incognita della rielezione di Ignazio Cassis in Consiglio federale. Secondo Pelli, Cassis «è stato visto fin dal primo giorno quale elemento di disturbo dalla sinistra». La quale, però, «deve stare attenta: se i liberali perdessero il seggio, il PS a sua volta rischierebbe di perdere il suo a favore dei Verdi». Un’opzione «inevitabile», secondo Cavalli, «specialmente se gli ecologisti continuassero a conquistare consensi». Per Martignoni Polti, è l’Esecutivo federale nel suo insieme a essere «molto debole. Ma avere un consigliere federale della Svizzera italiana è un fiore all’occhiello e dobbiamo mantenerlo». A livello ticinese, invece, cosa potrebbe cambiare nelle prossime elezioni cantonali? A destra, «l’UDC ha portato a casa risultati importanti, sì, ma per decidere di correre in solitaria serviranno riflessioni sulle persone, sui numeri», ha detto Martignoni Polti, ricordando che «la Lega è ancora forte, meglio quindi tenere i piedi per terra». In casa PPD, Beltraminelli consiglia al presidente Fiorenzo Dadò, di «evitare che il partito resti isolato». Sollecitato da Righinetti sui dissapori tra i popolari democratici e i liberali radicali, Pelli ha sottolineato che «per decenni la politica ticinese ha vissuto della collaborazione, mai detta ma sempre praticata, tra PLR e PPD. Il quesito di fondo da chiarire è se i due partiti, che per certi versi si somigliano maggiormente, possano collaborare di più».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Il Corriere in tv
  • 1
  • 2

    Il Chiesa al centro

    La domenica del corriere

    Il presidente dell’UDC Marco Chiesa sarà ospite di Gianni Righinetti alle 19 su Teleticino per una chiacchierata a tutto campo

  • 3

    Fari accesi sulle valute

    INDEX

    Se ne parla questa sera su TeleTicino alle 20.30 e, in replica, alle 23.30 - Conduce Lino Terlizzi

  • 4

    Una legge, tante incognite

    la domenica del corriere

    La politica si scalda sul salario minimo dopo le polemiche con l’organizzazione TiSin – Michele Guerra: «Ci ho sempre creduto» – Ivo Durisch: «Si elude quanto votato dai cittadini» – Cristina Maderni: «Non siamo stupiti» – Maurizio Agustoni: «Il difetto sta nel manico» – Sergio Morisoli: «Rischiamo una guerra tra frontalieri»

  • 5

    Soldi, soldi, soldi

    La domenica del corriere

    Dalle 19 su Teleticino la situazione delle finanze cantonali, il pozzo senza fondo della Cassa pensioni e la votazione popolare del 26 settembre sul referendum finanziario obbligatorio

  • 1
  • 1