Le elezioni senza aperitivi si spostano sui social

La domenica del Corriere

Un confronto sui temi caldi in vista dell’appuntamento con le urne

Le elezioni senza aperitivi si spostano sui social

Le elezioni senza aperitivi si spostano sui social

Sarà con ogni probabilità la campagna elettorale più insolita della storia recente. Complice la pandemia, i candidati alle elezioni comunali non avranno dalla loro parte gli aperitivi conditi dalle strette di mano e dovranno dar prova di originalità per convincere gli elettori a porre la crocetta «al posto giusto». Ad ogni modo, con il termine per presentare le liste dei candidati che scade questa sera, la campagna sta entrando nel vivo. In questo senso, un metaforico aperitivo è stato offerto a La domenica del Corriere dove, ospiti del vicedirettore Gianni Righinetti, erano presenti il municipale di Lugano Lorenzo Quadri, il vicepresidente del PPD Giorgio Fonio, il co-presidente del PS Fabrizio Sirica, il granconsigliere Fabio Käppeli (PLR) e il politologo dell’Università di Losanna Andrea Pilotti. E malgrado la campagna sarà parecchio insolita, i temi sul tavolo della politica comunale non mancheranno di certo. A cominciare dalla pandemia e dalla sua gestione da parte di Berna, che sin dalle prime battute della trasmissione è stata criticata da Quadri: «Il mio giudizio è chiaramente negativo. Non credo che riducendo la popolazione in miseria si promuova la salute pubblica. Gli effetti collaterali negativi della pandemia non sono stati tenuti in debita considerazione dal Consiglio federale. Senza dimenticare il flop della campagna vaccinale». Guardando alle recenti dichiarazioni di Berset, Quadri ha rimarcato che voler prolungare le misure restrittive sarebbe «inaccettabile». Anzi, occorrerebbe «iniziare prima con gli allentamenti». Una posizione non condivisa da Sirica, secondo il quale a essere catastrofica non è la gestione di Berna, bensì «la perdita di vite umane», e iniziare ora a riaprire tutto «significherebbe avere altre vittime». Dal canto suo Käppeli ha evidenziato la stanchezza mentale che sta emergendo in questa seconda ondata: «Alla popolazione serve ora un orizzonte per poter guardare oltre. Ma il Consiglio federale al momento non dà nessuna prospettiva». Una crescente difficoltà sul piano mentale sottolineata anche da Fonio, che ha voluto ricordare il compito della politica di «accompagnare» e «dare una speranza» alla popolazione in questo difficile momento. Fonio ha poi sollevato il tema del federalismo, auspicando che ora sia data maggiore possibilità ai Cantoni di prendere decisioni. Sul confronto tra Cantoni e Confederazione è poi intervenuto Pilotti: «Per il federalismo è stato uno stress test. Dopo una prima fase un po’ esitante ha dato prova di adattamento». Riguardo alla pandemia, il vicedirettore del Corriere del Ticino ha poi sollecitato gli ospiti su un tema molto sentito: la scuola. Su questo punto, senza eccezioni, tutti d’accordo: una seconda chiusura sarebbe insostenibile.

Nella seconda parte di trasmissione la discussione è poi virata sulle insolite elezioni comunali rimandate un anno fa. Una decisione, quella di posticipare l’appuntamento, che per Pilotti è stata comprensibile: «Quella ticinese è sicuramente stata un’eccezione». Tuttavia, «occorre ricordare il contesto sanitario molto particolare nel quale il Ticino, suo malgrado, si è ritrovato». Di opinione opposta il municipale leghista: «È stata una scelta scellerata. La gente stava già votando. Una cosa mai successa. Si sarebbero potute fare in tutta sicurezza». Righinetti ha quindi chiesto a Quadri come farà la Lega, abituata alle grandi risottate, a portare avanti la campagna elettorale. «Si dovrà lavorare di più sull’online, anche se ovviamente mancherà il contatto diretto con l’elettore», ha spiegato Quadri. Pure Käppeli ha «ammesso» che aumenterà la propria presenza sui social, anche se bisogna evitare di abusare di questi strumenti: «Ne avremmo volentieri fatto a meno, ma magari sarà l’occasione di scoprire nuovi modi per raggiungere i cittadini». Su questo punto anche Sirica ha evidenziato che non tutto il male vien per nuocere: «Con questi strumenti potremo avvicinare un altro pubblico». Un potenziale evidenziato poi da Pilotti, anche se su questo fronte «occorre restare prudenti, soprattutto in Ticino», poiché «studi fatti sulle elezioni cantonali da parte dell’osservatorio della vita politica regionale di Losanna hanno dimostrato che l’utilizzo dei social non è decisivo nella formazione dell’opinione da parte della popolazione».

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