Magistratura, un’elezione che guarda già al futuro

la domenica del corriere

Domani il Gran Consiglio elegge i 20 procuratori, ma il mondo della politica sarà presto chiamato a riformare il settore - Fiorenza Bergomi: «Giudizi arrivati tardi, si poteva agire prima» - Renzo Galfetti: «Serve una ristrutturazione più ampia»

Magistratura, un’elezione che guarda già al futuro
© CdT/Gabriele Putzu

Magistratura, un’elezione che guarda già al futuro

© CdT/Gabriele Putzu

Ci siamo. Domani pomeriggio toccherà al Parlamento prendere una decisione e nominare, tra i 27 candidati in corsa, i 20 procuratori pubblici ticinesi. Un tema, quello della Giustizia, che dopo i preavvisi negativi del Consiglio della Magistratura a cinque procuratori, ha fatto discutere a lungo. Ad ogni modo, c’è da scommetterci, a prescindere da come andrà l’elezione in Gran Consiglio il tema continuerà a far discutere nei prossimi mesi e nei prossimi anni. Già, perché su un punto sono praticamente tutti d’accordo: qualcosa per rimettere ordine nella Magistratura ticinese va fatto.

Anche a La domenica del Corriere, gli ospiti del vicedirettore Gianni Righinetti affiancato dal caporedattore della cronaca giudiziaria John Robbiani, hanno voluto sollecitare il mondo della politica (ognuno con la propria ricetta) a darsi da fare per evitare che questo genere di situazione possa ripetersi in futuro. E le prime critiche sono giunte dalla giudice del Tribunale penale federale (nonché già procuratrice pubblica) Fiorenza Bergomi: «Sappiamo da 10 anni che il 31 dicembre le cariche scadranno, ma il rapporto del Consiglio della Magistratura con i preavvisi negativi è arrivato in settembre. Si poteva forse agire un po’ prima». Ma non solo. Bergomi ha voluto sottolineare il fatto che i preavvisi negativi, «che equivalgono a una sorta di destituzione», siano arrivati come un fulmine a ciel sereno: «Non mi risulta che negli scorsi anni ci sia mai stato un ammonimento ai cinque procuratori in questione». Su questo punto anche il presidente della Commissione giustizia e diritti Luca Pagani (PPD) ha evidenziato che «un’indicazione di non rielezione, con giudizi così severi, deve presupporre che il procuratore abbia continuato a trasgredire ai propri doveri nonostante degli avvertimenti formali. Avvertimenti che la Commissione ha accertato non sono mai stati fatti».

Di parere opposto il deputato e membro della Commissione Marco Bertoli (PLR), secondo il quale «i giudizi del Consiglio della Magistratura tanto strampalati non possono essere». Anche perché, ha aggiunto, «la stessa Commissione ha deciso di riaprire il concorso per le nomine dei procuratori».

Per l’avvocato Renzo Galfetti, invece, la questione andava affrontata in altro modo, in particolare riguardo alla necessità di riformare il Ministero pubblico. «Il rapporto della Commissione lo trovo serio e ben fatto. Ma hanno fatto trenta e non trentuno: avrebbero dovuto prorogare di un anno la nomina e nel frattempo proporre una riforma seria». Altrimenti, secondo Galfetti, il rischio è di rimandare tutto di 10 anni. Anche il deputato dell’MPS Matteo Pronzini si è detto d’accordo sulla necessità di una riforma. Per questo motivo ha spiegato che il suo partito proporrà un emendamento per rinviare le nomine, ma anche per chiedere che il Consiglio della Magistratura si dimetta. E in vista di una riforma, Pronzini ha poi sottolineato la necessità di «rompere la logica legata alle nomine di natura partitica». Ma sulle critiche al Consiglio della Magistratura, Bertoli si è nuovamente detto contrario: «Si cerca di delegittimare l’organo previsto per dare un giudizio all’operato dei procuratori».

Riguardo al lavoro dei procuratori, Bergomi ha invece voluto sottolineare un altro aspetto in vista di una riforma: la mancanza di attrattività di questo ruolo: «Ogni tre per due sono messi alla gogna pubblica. E malgrado sia una posizione prestigiosa e anche ben pagata, a volte ci troviamo con concorsi senza candidati perché questo lavoro non è più attrattivo. Servono delle riflessioni a questo proposito. E non dobbiamo dimenticare che stiamo parlando di persone, di esseri umani».

Ma cosa attendersi nei prossimi mesi, dopo il voto del Gran Consiglio? ha chiesto Righinetti al collega Robbiani. «Cosa succederà nei prossimi anni è difficile da dire, ma molto dipenderà dalle scelte che farà il Gran Consiglio. E come cittadino mi aspetto che scelga i 20 profili migliori, a prescindere dal loro colore politico». In conclusione, Galfetti sollecitato da Righinetti ha ricordato perché è necessaria una riforma che vada nella direzione di una gerarchia più chiara all’interno della Magistratura. «Avere 20 procuratori, ognuno di essi lasciato solo, non organizzati fra loro e senza un capo con poteri effettivi non può funzionare bene. La Ferrari non vince più da anni, ma non basta cambiare i piloti per tornare a vincere».

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